Category: Attualità

26 Gen
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Quattro miliardi di ore di cassa integrazione, un miliardo in Lombardia.

Con il dato del mese di dicembre 2020 l’Inps ci restituisce i valori della Cig di tutto il 2020, quattro miliardi e trecento milioni di ore richieste in Italia, un miliardo e cento in Lombardia. 

Caricando su un grafico a istogrammi questi valori e aggiungendoli alla serie dei dati annuali a partire dal 2008, anno di inizio delle pubblicazioni dell’Inps, la forma del grafico passa da quella della montagna, molto ripida sul lato sinistro e dolcemente degradante su quello destro per il periodo 2008-2019, a quella del treno a vapore con la locomotiva fornita di un alto fumaiolo e seguita da tanti vagoncini di altezze non molto dissimili tra loro. 

Tale e tanta è stata l’esplosione dei valori in un solo anno, da annichilire tutti quelli precedenti. 

Il valore più alto, dopo quello del 2020, risale al 2010, che però è poco più di un quarto del primo. La Cig richiesta lo scorso anno supera abbondantemente la metà della somma di quella richiesta dal 2008 al 2019. Questa è la drammatica fotografia dello stato in cui versa il nostro sistema produttivo e dell’immane lavoro che dovrà essere fatto per riportare la situazione a una soglia di nuova “normalità”.

In dicembre 2020 la Cig scende di un altro gradino, dopo quello di novembre 2020.

Si passa dai 108 milioni di ore di ottobre, a 90 milioni di ore di novembre, a 84 milioni di ore di dicembre, tornando quindi vicini ai valori di settembre.

Tuttavia è una discesa molto faticosa e, se invece di guardare ai mesi si guarda ai trimestri, la Cig scende da 542 milioni di ore del secondo, a 266 milioni del terzo, ma risale a 282 milioni di ore nel quarto. 

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26 Gen
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Superbonus: le FAQ del governo

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha promosso e lanciato una campagna sul Superbonus 110%, attraverso un sito on line.

Il Superbonus, si suddivide in due tipologie:

– il Super Ecobonus, per gli interventi di efficienza energetica

– il Super Sismabonus, per gli adeguamenti antisismici.

È un provvedimento, confermato dall’ultima legge di bilancio.

Nel sito è possibile ricercare, in maniera rapida e semplice, le informazioni su: come funziona, i requisiti, gli aventi diritto, come ottenere i benefici, la guida e tutti i documenti ufficiali sulla materia.

Oltre a queste informazioni è presente una sezione FAQ (risposte alle domande più frequenti)

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22 Gen
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Energia e clima: si avvia il confronto tra sindacato e Consiglio Regionale

Pubblichiamo la nota unitaria relativa al recente Atto di indirizzo per la definizione del Programma Regionale energia ambiente e clima approvato dal Consiglio di Regione Lombardia con DCR 1445/2020 inviatoci dal Segretario Regionale  Paola Gilardoni

Le OO.SS. seguono con interesse il tema della transizione ecologica, oltre che per le sfide che attengono allo sviluppo sostenibile, in quanto occasione importante sul piano degli investimenti, a partire dal Recovery Fund e New Green Deal

Con tale attenzione hanno predisposto alcune riflessioni congiuntamente ad una proposta di emendamenti al testo dell’Atto di indirizzi del PREAC  ( programma regionale energia ambiente e clima)  che hanno trasmesso alla Commissione VI del Consiglio regionale e all’Assessore regionale all’ambiente e clima di Regione Lombardia

L’Assessore regionale all’ambiente e clima di Regione Lombardia, valutato positivamente la proposta delle OO.SS. ha assunto integralmente il testo dei principali emendamenti, portandoli in Consiglio regionale il 24 novembre scorso nell’ambito della votazione .

Riportiamo di seguito lo schema con gli emendamenti proposti unitariamente da Cgil, Cisl, Uil Lombardia, evidenziati in giallo, ed il corrispondente testo della Deliberazione del Consiglio Regionale 1445/2020.

Piattaforma CGIL CISL UIL per la Giusta Transizione ultima

dcr 1445 2020 indirizzo energia clima

Prot. 5 – Nota Unitaria PREAC

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18 Gen
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Scienziati e media in tempo di pandemia, a cura di Tiziano Fortin

“È da tempo che si registra un crollo nella fiducia delle competenze. La crisi del sapere esperto dipende da una evoluzione profonda della nostra società, da una radicale trasformazione dal modo con cui si costruisce la fiducia.”

Questa la sintesi di un’analisi interessante svolta in una trasmissione radiofonica dal professore Carlo Sorrentino, Professore Ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Firenze, che così continua: “Nelle società gerarchiche si era portati a credere nell’efficacia del sapere istituzionale, la fiducia era intrinseca al ruolo. Se faccio il medico il mio parere non può essere messo in dubbio dai pazienti. Punto. Nelle società contemporanee la fiducia deve essere giocata ogni volta nel ruolo e devo guadagnarmela di continuo.”

È un processo che ogni genitore conosce bene. In passato l’autorità, soprattutto quella del padre, si esprimeva attraverso obblighi, censure, divieti, che non dovevano essere spiegati. Non si discuteva. Oggi invece l’autorevolezza va negoziata. È ancora possibile imporre prescrizioni o regole, ma vanno spiegate.

Se ampliamo il discorso e passiamo dalla famiglia alle società democratiche, fondate sulla centralità dell’opinione pubblica, si registra la stessa evoluzione.

Ognuno sa che deve continuamente portare prove alle proprie argomentazioni, perché gli interlocutori hanno facilmente accesso a un repertorio di informazioni spesso confuso, parziale, zoppicante, comunque più ampio che in passato e possono confrontarsi con un numero di opinioni e giudizi differenti e quindi chiedono continue dimostrazioni prima di fidarsi, qualsivoglia sia la fonte, un giornalista, un politico o anche uno scienziato.

L’ambiente digitale ha prodotto soltanto una ulteriore accelerazione di tale processo, perché è diventato ancora più agevole l’accesso alle informazioni.

La cosiddetta disintermediazione, cioè il fatto che ciascuno di noi può accedere alla conoscenza e anche alla cultura specifica in certi argomenti senza un intermediario, consente potenzialmente a chiunque di leggere, ascoltare, guardare enciclopedie di informazioni, come wikipedia, su ogni fenomeno sociale od ogni evento accaduto: una ricchezza, ma una ricchezza ingestibile che produce due possibili effetti:

1• Riparare nel già noto, rifugiandosi in quelle bolle informative dove ti viene ripetuto quanto vuoi sentirti dire, le opinioni che condividi, le idee più semplici da comprendere, le spiegazioni più lineari. Viene messo in risalto soltanto ciò che si approva, per non entrare in crisi, per non essere assaliti dai dubbi.

2• Altrimenti bisogna individuare una bussola (key word, ndr) efficace per decidere di chi e di che cosa fidarsi; questa bussola si chiama reputazione, un prerequisito fondamentale della fiducia. La reputazione in rete è fondamentalmente figlia della condivisione e quindi si conta un po’ su quanti apprezzano le cose ed eccoci alla fortuna dei like e dei wow, come su tripadvisor. Ma, se dalla pizza su tripadvisor passiamo a validazioni molto più complesse come l’efficacia di un vaccino o di cure mediche, si può comprendere come tutto questo diventi più difficile.

“Per questo motivo – prosegue Sorrentino – abbiamo accolto con piacere l’apparizione di virologi ed epidemiologi sui nostri schermi. Un primo sconcerto l’abbiamo registrato davanti alle differenti posizioni che stavano assumendo. Ma è così che lavora la scienza: esprime dubbi, prova e riprova. Quindi era normale che davanti a novità si prospettassero tante ipotesi anche fra loro divergenti.”

Poi però è successo qualcosa che ci dice dell’insidiosa quanto attraente forza delle logiche mediatiche, che rischia però di compromettere appunto la reputazione dei nostri scienziati.

La costante presenza sui mezzi di informazione ha infatti indotto molti di loro a recitare una parte: il vecchio saggio, quello che l’aveva già detto, lo scettico, il negazionista, quello che non si fida di nessuno, quell’altro che ribadisce come sia tutto sbagliato e da rifare. Quindi da esperti si sono trasformati in personaggi di quell’enorme commedia che è diventato il discorso sulla pandemia, un processo che può prendere una china (key word, ndr) pericolosa; e non si tratta di biasimare la vanità dei protagonisti, quanto piuttosto di temere che si comprometta l’affermazione di questa divulgazione scientifica. Bisogna saper raccontare come lavora la scienza, a cosa serve e così via.

Quindi è un bene che queste nuove star imparino in fretta le logiche dei media e devono imparare ad assecondarle per essere chiari e sintetici, ma senza caderci dentro e senza rischiare di far apparire anche la loro l’n-esima recita di una prestabilita parte in una commedia.

“ Infine, se – in logica glocally – alziamo lo sguardo non possiamo non rilevare che in generale la situazione è ancor meno rassicurante. Tra USA e Cina si sta infatti giocando una partita a poker che è nell’interesse di tutti riesca a trovare una soluzione diplomatica.

Speriamo bene.

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17 Gen
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Chi decide le priorità dei vaccini? Cosa propone l’OMS

Mentre le Regioni si accingono a portare a termine la prima fase di vaccinazione contro SARS-Cov-2, gli esperti di tutto il mondo si chiedono in che modo procedere per le fasi successive, più complesse e controverse.

“Il Comitato nazionale per la bioetica richiama l’imprescindibilità della riflessione etica nell’ambito delle scelte di distribuzione” ha dichiarato l’organismo consultivo che dovrebbe aiutare infettivologi ed epidemiologi a stabilire i criteri per la distribuzione del vaccino nei prossimi mesi.

“A fronte delle incertezze sui vaccini, il Comitato ritiene che i criteri anche etici per individuare le priorità di categorie non possano in questo momento che essere tendenzialmente generali, da ulteriormente precisare in funzione delle nuove conoscenze scientifiche sul vaccino e della quantità di dosi inizialmente disponibili, sapendo che non sarà possibile curare tutti allo stesso momento”.

Così recita la dichiarazione di principio pubblicata il 27 novembre scorso a corredo di un documento che, a quanto pare volontariamente, si mantiene sul generale.

Scegliere, però, è tutt’altro che facile, come dimostra un dettagliato documento guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) pubblicato sempre il 27 novembre scorso e che suggerisce una roadmap decisionale.

“Non vi è dubbio – recita il documento – che i primi a dover essere vaccinati sono i lavoratori indispensabili, tra i quali quelli della sanità esposti ad alto rischio di contagio”.

Il documento dell’OMS non pone quindi tutti i lavoratori della sanità sullo stesso piano, ma prevede una stratificazione del rischio al loro interno.

Insieme ai sanitari più esposti, sono da vaccinare le popolazioni più fragili, un modello seguito anche dal piano vaccinale italiano, che ha coinvolto fin da subito le residenze per anziani.

In Italia il Piano vaccinale del Ministero per ora si limita a segnalare le categorie che beneficiano della prima fase di vaccinazione. Sulle altre non vi sono indicazioni se non generiche.

Il cronoprogramma stabilisce che gli appartenenti alle tre categorie a massima priorità siano coinvolti nel primo trimestre 2021: si tratta di 1,4 milioni di operatori sanitari, 570.000 tra personale e ospiti delle RSA e 4,4 milioni di anziani con più di 80 anni.

Entro il secondo trimestre verrà coinvolta la fascia di età 60-79 anni (13,4 milioni) e le persone con almeno una patologia cronica (7,4 milioni).

Tra il secondo e il terzo trimestre, con l’aumento delle dosi di vaccino disponibili, si passerà a vaccinare le altre categorie tra cui gli appartenenti ai servizi essenziali (insegnanti e personale scolastico, forze dell’ordine, personale delle carceri e di comunità eccetera).

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14 Gen
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Audizione informale presso la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica sul Ssn

In un momento in cui il Ssn (Servizio sanitario nazionale) del nostro paese, si trovava in una condizione di massima debolezza perché per circa un quindicennio è stato depotenziato economicamente è attaccato dal COVID19.

Questo episodio ha messo in evidenza come e perché la sanità pubblica deve essere salvaguardata.

Il Ssn ha consentito all’Italia di affrontare l’emergenza senza aggiungere alla sofferenza della malattia e alla paura della morte, la preoccupazione del costo di trattamenti.

Si dovrà ripartire, andando oltre le solite dichiarazioni di principio, questo è il momento di agire per riorganizzare e rilanciare il nostro sistema di welfare nelle sue componenti sanitaria, socio sanitario e socio assistenziale, a partire dal territorio.

Una fase nuova che, attraverso una rivoluzione culturale, guardi al sistema sanitario non come una voce di costo, ma come un momento di sviluppo.

È essenziale, quindi, un forte impegno da parte di tutti per riavviare una riorganizzazione del sistema in un contesto di equilibrio tra la rete ospedaliera e quella dei servizi territoriali.

Al Paese serve un Ssn adeguato per tutelare la salute delle persone nei luoghi nei quali esse vivono, partendo dalla prevenzione, passando per le cure primarie e arrivando, ove necessario, anche all’ospedale.

Tale riorganizzazione dovrà essere focalizzata sul ”Distretto socio-sanitario”, in grado da organizzare i servizi in funzione delle persone e della Comunità e di rispondere ai bisogni socio-sanitari del livello locale.

Nell’insieme dell’assistenza territoriale è importante che vengano definiti gli standard e i requisiti qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l’assistenza territoriale, e per le strutture residenziali e semi residenziali che operano nell’area della integrazione socio sanitaria.

La questione del vaccino che si colloca nel ragionamento odierno e sul quale è assolutamente prioritario un impegno straordinario a sostegno della campagna vaccinale, soprattutto rispetto alla riduzione dei tempi di somministrazione che dovrà coinvolgere e raggiungere tutta la popolazione.

Il Governo deve rompere ogni indugio e decidere di utilizzare i 37 miliardi messi a disposizione dal Mes sanitario, considerato che tale somma corrisponde ai tagli effettuati nella sanità pubblica negli ultimi dieci anni.

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12 Gen
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Covid 19: Cosa fare e cosa no. Guardalo sul telefonino

Pratica web app da consultare.

È stata messa a punto una web app che aiuta a chiarire colori e regole nelle zone Covid.

Si chiama covidzone.info

Cliccando sul link sotto riportato e poi cliccando sulla propria regione si possono avere tutte le informazioni utili su quello che si può fare e quello che non si può fare in base al colore della regione.

Clicca qui
 

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12 Gen
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AIFA approva il nuovo vaccino Moderna

Il Segretario Nazionale Mimmo Di Matteo con una circolare interna fa sapere che l’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA), a seguito dell’approvazione dell’EMA (Agenzia Europea del Farmaco), ha autorizzato la distribuzione di un nuovo Vaccino contro il Covid-19, creato dall’azienda americana Moderna.

Lo studio clinico, ha dimostrato che il vaccino di Moderna è efficace nel prevenire COVID-19 nelle persone a partire dai 18 anni di età.

Lo studio ha mostrato un’efficacia del 94,1 %.

Il vaccino di Moderna viene somministrato con due iniezioni nel braccio, a 28 giorni di distanza.

La sicurezza e l’efficacia del vaccino saranno monitorate, attraverso il sistema di farmacovigilanza dell’UE.

Il Segretario Nazionale si augura che la programmazione del processo di vaccinazione venga accelerato, soprattutto nelle regioni in ritardo.

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07 Gen
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Didoné: Vaccini in Lombardia, basta improvvisazioni!

Sul vaccino antiCovid in Lombardia non si può improvvisare.

Emilio Didonè, segretario generale di Fnp Cisl Lombardia, interviene ricordando la lentezza della campagna vaccinale lombarda che, appena iniziata, ha già registrato numeri decisamente più bassi rispetto a quelli delle altre regioni.

Nel comunicato stampa di lunedì 4 gennaio, Didonè stigmatizza  la situazione della regione nell’ambito del piano vaccinale più importante dell’anno: il territorio lombardo è tra gli ultimi in termini percentuali per vaccinazioni effettuate, nonostante il  mezzo milione di contagiati diagnosticati (il 20% della popolazione) e i 25 mila decessi (un terzo dell’intero Paese).

Dice Didonè:

“Non siamo orgogliosi di essere stati facili profeti, ma ancora una volta regione Lombardia si è dimostrata impreparata a gestire la situazione”.

Vaccino antiCovid in Lombardia: non si può lasciare in mano al caso e all’improvvisazione

Nel comunicato stampa, Didonè parla di un’altra falsa partenza, con il solito, immancabile autogol di regione Lombardia. I primi dati della regione che si vanta di essere la prima in Italia sono deludenti, sconfortanti, inaccettabili e tra i peggiori in Italia.

Se questa è la premessa, “non nascondiamo le nostre preoccupazioni per la prossima campagna vaccinazioni degli anziani in programma a marzo 2021. Ci saranno i vaccini in quantità sufficiente per tutti gli over 65? I tempi saranno rispettati?  Le siringhe saranno quelle giuste? Dovremo ricorrere a una lotteria per scegliere i fortunati?”.

Per Emilio Didonè, non si può lasciare in mano al caso e all’improvvisazione la salute delle persone.

Il sindacato da tempo chiede che su prevenzione e cura si attuino progetti che tengano conto delle esperienze territoriali e professionali che questo territorio ha maturato e cresciuto.

Invece, da anni si vedono riforme e proposte che hanno abbassato il livello della sanità pubblica della regione. Dichiara Didonè:

“È ora di trovare vere soluzioni e di mettersi al lavoro per invertire una tendenza che ci sta facendo scivolare ai posti più bassi per la qualità dell’offerta”.

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29 Dic
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Patto europeo per il clima

Il 16 dicembre u.s. si è tenuto l’evento online per il lancio del Patto europeo per il clima, è stata anche l’occasione per approfondirne ulteriormente gli obiettivi.

In particolare veniva sottolineata:

– la necessità di un coinvolgimento di tutti nel discorso su clima, sostenibilità e studio dei modelli alternativi di sviluppo;

– l’opportunità di creare uno spazio dove tutti possano condividere informazioni, esprimersi  condividendo consigli pratici.

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo (della Commissione europea), ha dichiarato che con il Patto si dà la possibilità ad ogni europeo di essere direttamente coinvolto nella transizione verde.

Nella sua fase iniziale, il patto darà priorità alle azioni incentrate su quattro ambiti,

– spazi verdi;

– mobilità verde;

– edifici efficienti;

– competenze verdi.

Un evento annuale riunirà tutti i partecipanti per condividere esperienze e conoscenze.

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