Category: Contrattazione

07 Giu
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Sicurezza sul lavoro: I sindacati incontrano la Direzione Welfare di Regione Lombardia

Dopo la manifestazione che si è svolta davanti al Palazzo della Regione il 31/7. CGIL CISL UIL della Lombardia hanno presentato il alla Direzione Welfare le loro richieste per il contrasto degli infortuni e delle morti sul lavoro.

Nel corso dell’incontro si è deciso di costituire un Tavolo di lavoro con convocazione mensile per definire il piano di rafforzamento delle dotazioni organiche dei servizi di politiche della sicurezza sul Lavoro.

Il Tavolo di lavoro affronterà anche le ulteriori misure da adottare con riferimento allo sviluppo della formazione, sia rispetto all’obiettivo di una diffusione della cultura della prevenzione nell’azienda e nel mondo della scuola, sia allo sviluppo delle competenze e delle professionalità.

La DG Welfare intende approfondire l’ipotesi di forme premiali incentivanti per le imprese che sviluppino importanti interventi di manutenzione sugli impianti e i macchinari.

Una misura condivisa dal Segretario regionale della CISL Pierluigi Rancati “Fermo restando – precisa il sindacalista –  che detti incentivi, per attività che sono comunque un obbligo del datore di lavoro, dovranno essere giustificabili e controllabili agli effetti di un miglioramento della prevenzione degli infortuni e non potranno che essere aggiuntivi alle risorse destinate al rafforzamento degli organici e dell’attività dei servizi PSAL. “

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02 Giu
By: Staff 0

Manifestazione a Palazzo Chigi di CGIL CISL UIL: Caro Governo, ci devi ascoltare.

Dopo aver ottenuto un buon risultato sugli appalti giovedì pomeriggio nell’incontro a Palazzo Chigi, Cgil Cisl e Uil tengono alta la guardia.

Venerdì mattina presidio davanti a Montecitorio, a sostegno della vertenza per la proroga del blocco dei licenziamenti almeno fino al 31 ottobre e per chiedere al Governo impegni precisi su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’Inail ha fatto sapere che nei primi quattro mesi dell’anno ci sono stati 306 morti sul lavoro. Un bollettino di guerra al quale vanno aggiunti i due operai morti ieri a Pavia per la rottura di una tubatura.

E ancora, i sindacati insistono per la salvaguardia dei livelli occupazionali, nuove politiche industriali e riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, finanziando un grande piano di formazione delle competenze, investendo sui contratti di solidarietà e allungando la durata della Naspi.

Dunque Cgil Cisl e Uil giudicano positivamente l’incontro con il premier Draghi e con i ministri Orlando, Giovannini, Brunetta e il sottosegretario Garofoli. Dal testo del dl Semplificazioni, sottolineano i sindacati confederali, ”è stato espunto ogni riferimento al inaccettabile principio del massimo ribasso”. Sulle norme relative al subappalto avviato subito un tavolo tecnico di approfondimento, con l’obiettivo di garantire trattamenti economici e normativi di sicurezza sul lavoro a tutti i lavoratori coinvolti. Assunto, poi, un impegno per la riduzione delle stazioni appaltanti.

Quanto alla governance del Pnrr, il Governo ha affermato la disponibilità alla partecipazione delle parti sociali nella cabina di regia

Insomma, la mobilitazione ed il confronto degli ultimi giorni – a livello nazionale, di territorio e di categorie – hanno consentito di ottenere questi primi importanti risultati. E l’iniziativa di ieri dà continuità a questo impegno del sindacato confederale.

I leader di Cgil Cisl e Uil sono stati ricevuti dal presidente della Camera Fico. Fa sapere il leader della Cgil Landini: ”Abbiamo detto che la vera ripresa uscita dalla pandemia si fa investendo sul lavoro e sulle persone e il lavoro deve essere sicuro, non precario, che permetta di vivere dignitosamente”.

Spiega il segretario generale della Cisl Sbarra: ”Siamo qui a suonare la campanella a un Governo che in questi tre mesi si è alternato nel dialogo e nel confronto con noi con luci e ombre, poche luci”.

Il sindacato, dunque, ”proseguirà la mobilitazione per la proroga del blocco dei licenziamenti e farà pressione sulle forze politiche affinché si arrivi alla modifica del decreto Sostegni bis”.

Su questo tema, sottolinea Sbarra, ”il Governo si è riservato di costruire delle risposte, noi abbiamo chiesto incontri ai segretari di tutti i partiti e a tutti gruppi parlamentari”.

L’iniziativa di Cgil Cisl e Uil, prosegue Sbarra, ”continua nei luoghi di lavoro e nei territori per realizzare un obiettivo che consideriamo alla nostra portata: rifinanziare la cassa Covid e prolungare l’uscita dal blocco almeno fino ad ottobre. Non possiamo accettare ulteriori perdite di posti di lavoro che andrebbero ad aggiungersi al milione di disoccupati già registrato nell’ultimo anno. Bisogna affrontare e superare le debolezze strutturali: non spezziamo la coesione sociale”.

Ma la priorità delle priorità ”è che Governo e associazioni datoriali rimettano in moto gli investimenti. Il lavoro – ha concluso Sbarra – non arriva né per legge né per decreto: riparte se ripartono gli investimenti per la crescita e lo sviluppo”.

Giampiero Guadagni su: Conquiste del Lavoro

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10 Apr
By: Staff 0

Non autosufficienza: al via tavolo di confronto conferenza regioni-organizzazioni sindacali

Si è tenuto ieri un incontro fra il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, e i vertici delle organizzazioni sindacali, rappresentati da Rossana Dettori, Segretario confederale Cgil, Andrea Cuccello, Segretario confederale Cisl, Domenico Proietti, Segretario confederale Uil, e le rispettive federazioni dei pensionati: Antonella Pezzullo, Segretaria nazionale Spi Cgil, Piero Ragazzini, Segretario generale Fnp Cisl, Carmelo Barbagallo, Segretario generale Uilp Uil, Francesca Salvatore, Segretaria nazionale Uilp Uil.

Quello di ieri è stato – secondo i partecipanti – un confronto proficuo sui temi della non autosufficienza, con l’obiettivo di individuare un percorso che porti alla proposta di una legge quadro nazionale che definisca servizi e sostegni adeguati ed uniformi su tutto il territorio nazionale da presentare al Governo e al Parlamento.

Si è concordato di attivare nelle prossime settimane un tavolo di confronto tra le organizzazioni sindacali e le Commissioni competenti della Conferenza delle Regioni che lavori ad alcune proposte prioritarie che Regioni e Sindacati possano rappresentare unitariamente all’Esecutivo.

Tre le priorità individuate nel confronto di oggi:

1. Un incremento considerevole delle risorse destinate alle politiche per la non autosufficienza, a partire dal fondo nazionale e la necessità di investire sulle risorse umane e sulla loro formazione;

2. L’individuazione urgente dei “Livelli Essenziali delle Prestazioni” (Lep) – così come posto in diverse sedi istituzionali dalla Conferenza delle Regioni e dalle organizzazioni sindacali – per assicurare servizi omogenei su tutto il territorio nazionale per ridurre i divari e le disuguaglianze sociali tra le diverse aree del Paese e per l’integrazione con i LEA sanitari;

3. L’esigenza che tra le azioni del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che il Governo si appresta a presentare alla Commissione europea abbiano una specifica collocazione: – il rafforzamento della territorialità e della domiciliarità; – l’ampliamento dei servizi per la non autosufficienza e il sostegno alla vita indipendente; – il potenziamento delle infrastrutture sociali, puntando anche sulla digitalizzazione; – l’incremento del sostegno all’abitare e alla vita indipendente come opportunità di contrasto preventivo all’isolamento domestico e al ricovero improprio in strutture residenziali.

Infine si è concordato sulla necessità di costituire un livello di confronto che coinvolga i Ministeri competenti e le Associazioni nazionali delle autonomie locali.

Roma, 9 aprile 2021

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10 Apr
By: adfnpmm 0

Sbarra al Governo: Un Patto Sociale per l’unità del paese

È un fatto importante l’accordo raggiunto, dopo una lunga trattativa, tra il Governo e le parti sociali che aggiorna ed integra i protocolli sulla sicurezza, siglati nella scorsa primavera, con una nuova intesa per favorire nelle prossime settimane la vaccinazione in tutte le aziende.

Si tratta di un segnale di grande responsabilità, di coesione sociale e di unità di cui ha più che mai bisogno il nostro Paese non solo per sconfiggere il virus, ma soprattutto per conciliare la produzione con la tutela della salute dei lavoratori.

È chiaro che ora il Governo e le Regioni devono accelerare con l’approvvigionamento delle dosi dei vaccini in tutta Italia, recuperando i ritardi che ci sono stati nella campagna vaccinale.

Ma nello stesso tempo bisogna sostenere con forza tutti i settori produttivi colpiti duramente dalle conseguenze della pandemia. È del tutto comprensibile la rabbia di tante categorie del lavoro autonomo che stanno soffrendo e hanno protestato in questi giorni in tante città a causa delle conseguenze della pandemia sulle loro attività.

Tuttavia i problemi non si affrontano aggredendo le forze di polizia o bloccando le strade. Occorre arginare le provocazioni violente e questo clima di odio e di intimidazione contro le istituzioni che spesso circola nei social network.

Sappiamo tutti che non ci sono settori indenni dalla recessione. In questi giorni l’Istat ha certificato che abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro in un anno. Una situazione davvero grave sul piano economico e sociale che non ha risparmiato nessuna area del paese, dal nord al centro fino alle aree già fortemente depresse ed impoverite del Sud, colpendo soprattutto le fasce più deboli come le donne ed i giovani. E ciò che rende la circostanza ancora più drammatica è che la gran parte di chi ha perso il lavoro è finito tra gli inattivi, anziché mettersi a cercare una nuova occupazione.

C’è un senso di frustrazione e di sfiducia collettiva che vanno arginati con provvedimenti di alto profilo. Ecco perché rinnoveremo, da un lato, la richiesta al Governo Draghi di prorogare la fine del blocco dei licenziamenti per tutti i datori di lavoro oltre la data del 30 giugno, superando le distinzioni previste dal Decreto Sostegni, prolungando in parallelo, la cassa integrazione covid ed estendendo le indennità covid a tutte le categorie escluse.

Non è possibile, a fronte di tale scenario, pensare di lasciare le persone senza una rete di sicurezza almeno fino a quando sarà terminata la campagna vaccinale e l’emergenza sanitaria.

Ma nello stesso tempo serve un piano straordinario sulla formazione dei lavoratori per aiutare le imprese a consolidare e rinnovare le professionalità interne.

di: Luigi Sbarra, segretario generale CISL

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28 Gen
By: Staff 0

“Positivo avvio del confronto con Regioni e Province Autonome per una Legge Quadro Nazionale sulla Non Autosufficienza”

Spi-Cgil, Fnp-Cisl-Uilp-Uil “Positivo avvio del confronto con Regioni e Province Autonome per una Legge Quadro Nazionale sulla Non Autosufficienza”

“Positivo l’avvio del confronto con Regioni e Province Autonome per arrivare a una Legge Quadro nazionale sulla Non autosufficienza”.

È quanto dichiarano i Segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo che hanno partecipato oggi, 27 gennaio, alla riunione della Conferenza delle Regioni e Province autonome, per chiedere a quest’ultime di sollecitare Governo e Parlamento ad emanare una Legge Quadro nazionale sulla Non Autosufficienza.

“Nel nostro Paese ci sono circa 3 milioni di persone totalmente non autosufficienti, la cui assistenza ricade quasi interamente sulle loro famiglie, in particolare sulle donne che svolgono la maggior parte del lavoro di cura. La risposta finora data dalle istituzioni a questa vera emergenza nazionale è stata frammentaria, inadeguata e disorganizzata, con uno stanziamento di risorse insufficiente e disomogeneo – hanno dichiarato i Segretari nel corso dell’incontro. Per questo ribadiamo quanto sia necessario, ora come non mai, l’adozione di una Legge quadro nazionale che assicuri servizi e sostegni uniformi e adeguati in tutto il Paese e che preveda criteri omogenei di riconoscimento della condizione di non autosufficienza e del bisogno assistenziale.”

Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il tema dei controlli e del funzionamento delle strutture residenziali sociosanitarie per anziani, gravemente colpite dalla pandemia.

Serve una riforma integrale della residenzialità e della domiciliarità, che comprenda anche iniziative di formazione per il personale incaricato della cura delle persone non autosufficienti, comprese le assistenti domiciliari retribuite.

Regioni e Province Autonome hanno condiviso le proposte dei Sindacati dei pensionati, e hanno preso l’impegno di proseguire il confronto con Spi, Fnp, Uilp.

Roma, 27 gennaio 2021

Comunicato Stampa

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19 Nov
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Manovra: Sindacati pensionati, inserire misure a favore dei pensionati e degli anziani

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil ribadiscono la richiesta a Governo e Parlamento di inserire nella manovra di bilancio e nei prossimi provvedimenti legislativi anche misure a favore dei pensionati e degli anziani.

“Siamo consapevoli della gravità del momento e della necessità di un Patto per il Paese che unisca lavoratori e pensionati, giovani e anziani – affermano i Segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo – e siamo convinti che interventi a favore dei pensionati siano necessari e urgenti: per ragioni di equità sociale; perché deve essere riconosciuto il fondamentale ruolo economico e sociale svolto dalle persone anziane; perché restituire potere d’acquisto a lavoratori e pensionati è indispensabile per far ripartire il Paese alla fine dell’emergenza sanitaria; perché le persone più fragili, sole, non autosufficienti non sono scarti e devono essere tutelate e curate”.

Spi, Fnp, Uilp chiedono una legge quadro nazionale per la non autosufficienza, che assicuri servizi e sostegni uniformi e adeguati in tutto il Paese.

Ritengono poi necessaria una profonda riforma delle Strutture residenziali socio sanitarie per anziani: strutture più piccole e integrate nel territorio; maggiori controlli; forme di residenzialità alternativa; potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata per consentire alle persone di restare nelle proprie case.

Una riforma da inserire in un più vasto progetto di rilancio del Servizio sanitario nazionale.

Spi, Fnp, Uilp chiedono inoltre la riduzione della pressione fiscale anche sui pensionati, che oggi pagano più tasse di tutti i pensionati europei, e l’ampliamento della platea dei beneficiari della Quattordicesima: pensionati con anni di lavoro e di contributi alle spalle hanno il diritto di recuperare parte del potere d’acquisto perso negli anni.

Spi, Fnp, Uilp ribadiscono la loro piena solidarietà a tutti i lavoratori che si stanno mobilitando per i rinnovi dei contratti.

Parteciperanno a tutte le forme di mobilitazione indette dalle Confederazioni e si riservano di valutare proprie iniziative di mobilitazione, nel rispetto delle misure di sicurezza, dei protocolli e delle regole.

Roma 18 novembre 2020

Documento unitario SPI_FNP_UILP 18.11.2020

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10 Nov
By: Staff 0

Cara Regione, devi cambiare passo. Documento unitario di CGIL CISL UIL

Venerdì, 13 novembre alle 11.00 i segretari generali di Cgil Cisl Uil Lombardia, Elena Lattuada, Ugo Duci, Danilo Margaritella, terranno una conferenza stampa per presentare il documento unitario “Lombardia. Cambiamo passo per ripartire”.

Il documento contiene le proposte del sindacato confederale per il confronto con la Regione e le amministrazioni locali, sui temi considerati centrali: sanità, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, lavoro e formazione, politiche sociali, politiche dell’abitare, trasporti.

Riteniamo utile che l’insieme delle strutture di CGIL CISL UIL Lombardia partecipino all’evento, collegandosi ai link sotto indicati, invitando, nel contempo, la stampa locale, tenuto conto che le proposte, contenute nel documento allegato alla presente convocazione, saranno utili per il confronto anche con i vari livelli istituzionali del vostro territorio.

La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta su YouTube a questo link.

Sarà possibile seguire la conferenza stampa anche sulle pagine Facebook di CGIL Lombardia, CISL Lombardia Social, UIL Milano e Lombardia.

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07 Nov
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Riders: Bloccare il caporalato

Sottoscritti oggi due protocolli sperimentali di legalità contro il caporalato, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel settore del delivery food.

Il primo è stato siglato da Assodelivery, associazione che comprende in sé le principali imprese del settore (Uber Italy, Glovo, Just Eat Takeaway, Deliveroo e Social Food) e i sindacati CGIL CISL e UIL.

Il secondo, di medesimo contenuto, è stato poi sottoscritto tra Assodelivery e l’UGL. L’adozione di tali strumenti, volti ad una progressiva crescita nella legalità per tutti gli operatori del settore, scaturisce da un’iniziativa stimolata dal Tribunale di Milano-Sezione Autonoma Misure di Prevenzione e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano-Ufficio Misure di Prevenzione.

È il risultato di un percorso di confronto con le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali sotto il coordinamento della Prefettura di Milano.

In un contesto in cui si sta registrando una repentina evoluzione del settore del delivery food, anche in relazione alle misure governative imposte ai fini del contenimento del contagio da Covid-19, la finalità ultima perseguita dai protocolli è arginare il rischio di intermediazione illecita e, più in generale, di sfruttamento lavorativo.

I Protocolli prevedono l’impegno per le società datrici di lavoro a non ricorrere più ad aziende terze per rinvenire rider da impiegare nelle consegne degli ordini, sino a quando non verrà creato un albo nazionale di imprese a ciò autorizzate o altro proprio registro di simile natura.

Si prevede inoltre l’adozione di un apposito modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001 e di un Codice Etico, da adottare da parte delle società aderenti ad Assodelivery nel termine di sei mesi dalla stipula dei Protocolli. Tali strumenti sono finalizzati a prevenire e rilevare e sanzionare condotte devianti e disfunzioni di illegalità aziendale ricollegabili all’intermediazione illecita di manodopera e allo sfruttamento lavorativo.

Verrà costituito un Organismo di Garanzia, composto dai rappresentanti delle singole società di delivery food, il cui compito è vigilare in posizione di terzietà sulle dinamiche lavorative dei rider.

Tale organismo svolgerà, in particolare, l’analisi dei dati anomali delle prestazioni lavorative comunicati trimestralmente dalle singole società datrici di lavoro, come definiti in un separato documento tecnico, che stabilirà anche le soglie di “allarme”.

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06 Nov
By: Staff 0

Contratto subito. Sciopero dei lavoratori metalmeccanici

Tute blu mobilitate per il contratto.

Quattro ore di sciopero in tutte le fabbriche italiane per chiedere il rinnovo con più salario in busta paga per migliorare la condizione di molti lavoratori e cercare un rilancio dell’economia attraverso un sostegno alla domanda interna.

All’aumento dell’8% messo sul tavolo di trattativa da Fm, Fiom e Uilm, Federmeccanica ha risposto con incrementi circoscritti al solo aumento dell’inflazione che porterebbe in busta paga meno di 40 euro al mese.

In tempi di Covid niente cortei ma una conferenza stampa e collegamenti online da 10 piazze.

Il presidio nazionale, in piazza Esquilino a Roma, dove sono intervenuti i tre segretari generali di categoria.

Spiega il leader Fim Benaglia:

”Sciopero e manifestazioni assumono un doppio significato. Il primo, proprio alla vigilia di nuovi provvedimenti che chiudono le città, è quello di tenere aperte le aziende e far ripartire l’industria metalmeccanica e dare prospettive al settore.

Il secondo motivo è il rinnovo del contratto nazionale che non può più attendere.

Questo è il momento di rinnovarlo, lo sciopero non è anacronistico e velleitario ma vuole recuperare tavolo di trattativa che affronti i temi del salario e dei diritti del lavoratore in chiave moderna”.

Aggiunge Benaglia: ”Dobbiamo riconoscere il grande valore di uno sciopero che non è chiedere ad altri di risolvere la situazione ma chiedere solidarietà. Oggi è fuori dal tempo non scioperare, non affrontare i problemi, oggi la velocità è fondamentali perché servono risultati essenziali. Questo è il tempo del contratto e siamo davvero determinati a non perdere altro tempo. Federmeccanica dopo decine di ore di dibattito non ha portato proposta completa”.

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01 Nov
By: Staff 0

La Regione stanzia risorse straordinarie per le RSA. I sindacati dei pensionati: Vanno messe in sicurezza e le famiglie vanno aiutate

Nel corso di una riunione telefonica dell’Osservatorio Rsa che si è svolta il 31 ottobre,  l’Assessore Gallera ha illustrato tre provvedimenti e più un disegno di legge regionale che regione Lombardia ha intenzione di emanare, a breve, per far fronte alla situazione di difficoltà in cui versano le Rsa/Rsd lombarde.

Con l’obiettivo di assicurare il sostegno del sistema d’offerta sociosanitario, la sicurezza degli ospiti e del personale nelle strutture.

Sono provvedimenti importanti, non scontati, che complessivamente riusciranno a garantire al sistema Rsa/Rsd per il 2021 lo stesso budget del 2020, non tenendo conto dei letti vuoti della tragedia Covid.

Almeno il 90 per cento delle strutture Rsa lombarde potranno contare sul 100 per cento dello stesso budget di spesa programmato.

Risorse regionali economiche fresche, pari a svariate decine di milioni di euro per il sostegno al sistema sociosanitario e al sistema territoriale, che sicuramente riusciranno a risollevare la situazione finanziaria delle Rsa lombarde convenzionate/accredidate in questa delicata fase. E sono previsti anche incrementi del budget per l’assistenza domiciliare e le cure primarie a domicilio.

In parte, questi provvedimenti raccolgono le richieste del cosiddetto piano Marshall rilanciato, in tempi non sospetti, dai sindacati pensionati, e moltissimo di quelle economiche degli Enti gestori che si sono incontrati più volte con regione Lombardia al di fuori dell’ufficialità e dell’Osservatorio Rsa.

Importante, i sindacati dei pensionati hanno chiesto precise garanzie sul contenimento delle rette a carico delle famiglie, già molto alte.

Abbiamo chiesto un vero e proprio “blocco” delle rette a carico delle famiglie, tenuto conto anche della crisi economica che ci sta attanagliando. E, purtroppo, dagli Enti gestori, nonostante il riconoscimento dell’importante sforzo economico da parte di regione Lombardia, non è arrivata alcuna garanzia rispetto al blocco delle rette.

Restano aperte questioni per noi importanti in tema di contenimento delle rette, quota sanitaria e quota alberghiera, modelli organizzativi e di servizio, sia rispetto all’attuale fase emergenziale, sia per la prospettiva del sistema d’offerta sociosanitaria. Pertanto, nello stesso incontro il sindacato dei pensionati ha chiesto la convocazione dell’Osservatorio Rsa per affrontare a 360 gradi le problematiche assistenziali e organizzative delle Rsa e del settore sociosanitario, in modo da adeguarle ai bisogni della non autosufficienza.

Riteniamo che la grave situazione sanitaria ed economica imponga a tutti un’assunzione di responsabilità ed è per questo che continueremo a chiedere un confronto continuo a Regione Lombardia, agli Enti gestori ed all’Anci.

Ci auguriamo che l’ impegno dell’Assessorato al Welfare a proseguire il confronto per affrontare gli ulteriori problemi sopracitati non resti lettera morta: la convocazione dell’osservatorio Rsa in tempi rapidissimi sarà la dimostrazione che il sindacato non serve solo per esercitare un rito di informazione ma per condividere le scelte, in un momento così difficile per le persone che vivono in questa regione.

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