Category: Coordinamento Donne

22 Ott
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Come contrastare la violenza economica sulle donne. Il ruolo dell’innovazione

Molte domande e risposte su questo tema hanno affrontato esperti dell’ASVIS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il 29 settembre scorso durante il Festival della Sostenibilità.

Un’analisi a tutto campo sugli aspetti giuridici, economici, finanziari che ostacolano le pari opportunità economiche tra donne e uomini al lavoro, in famiglia, nella cura degli affetti.

Al mondo si perdono ben 140 trilioni di euro per la mancata partecipazione delle donne al mondo del lavoro.

E con Covid 19 la situazione peggiora ancora di più.

Sono più le donne degli uomini che con la pandemia hanno perso il posto di lavoro o non lo cercano neppure più. Il divario è arrivato al 44% ci dice Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le donne guadagnano meno perché su di loro grava ancora l’impegno della casa, dei figli e della cura dei famigliari, quindi optano per lavori a tempo determinato, lavorano meno ore, salario più basso e sono maggiormente esposte a disoccupazione nelle situazioni di crisi aziendale.

Le ragioni oltre ad essere economiche sono anche culturali, dovute al ruolo che ancora oggi atavici stereotipi le relegano socialmente: su di loro ricade il peso del lavoro domestico e di cura, ancora troppi pochi uomini le aiutano.

Le donne accettano stipendi più bassi per usufruire della flessibilità lavorativa.

Quando entrano nel mercato del lavoro lo fanno perciò in debolezza, a parità di lavoro guadagnano meno degli uomini e se poi subiscono violenze a casa o al lavoro difficilmente trovano sostegni adeguati.

Quando sono costrette ad abbandonare la casa e il compagno violento per proteggere i figli , la situazione diventa ancora più grave, mancano presidi sociali, percorsi di sostegno come case protette, congedi, servizi sociali, assegni di sostentamento.

I luoghi di lavoro, invece, potrebbero diventare luoghi “sentinella” di fronte a queste situazioni, luoghi dove ci si può accorgere di cambiamenti di comportamento e richieste di aiuto, anche non esplicite, e intervenire senza protrarre situazioni a soluzioni tragiche come quelle a cui troppo spesso stiamo assistendo.

Occorrono presidi adeguati, suggerisce Cecilia Guerra, protocolli aziendali con funzioni di prevenzione che il MISE sollecita sia nel privato che nel pubblico. 

Sfruttando le risorse del Ricovery Plan, il MISE sollecita le aziende pubbliche e private ad attivare sportelli di ascolto, Contact Point, l’uso dei congedi per vittime di violenza appena approvato dal governo.

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Di Nadia Bertin

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05 Ott
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Donne e Covid-19. Premiate 206 operatrici sanitarie

È successo a Milano il 28 settembre scorso. L’iniziativa è stata promossa sempre dalla Fondzione Onda con la Regione Lombardia in occasione del IV Congresso nazionale della Fondazione stessa.

Sono dottoresse, infermiere, ostetriche, tecniche di laboratorio, psicologhe a ricevere il riconoscimento “Donne e Covid-19”: ringraziate da Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda per “avere avuto un ruolo chiave nella gestione di questa emergenza sanitaria distinguendosi per l’essenziale contributo agito», dice. «I lunghi mesi dell’emergenza sanitaria hanno visto il personale degli ospedali con i Bollini Rosa in prima linea nella gestione della pandemia, molte lavoratrici hanno dovuto isolarsi dagli affetti più cari: anche la loro salute mentale è stata messa a dura prova».

A consegnare il riconoscimento, Mattia Maestri, il paziente di Codogno che in prima persona testimonia l’impegno incessante e la dedizione riservata ai pazienti durante l’emergenza: « Il mio è un messaggio di stima, di orgoglio verso tutti coloro che hanno lavorato e lavorano nel campo sanitario, che hanno combattuto e stanno ancora combattendo in prima linea contro il diffondersi del coronavirus. Sono stati chiamati a fare turni infiniti e strazianti e con determinazione e professionalità hanno dato il massimo, sono stati la colonna portante dell’intero Paese in una situazione di emergenza estrema. Non dimentichiamoci di loro ora che l’emergenza sembra passata, meritano il rispetto e il sostegno di tutti».

Le assegnazioni sono state decise da un Comitato composto da medici e da esperti di settore sulla base delle segnalazioni ricevute dagli ospedali Bollini Rosa, molte delle quali pervenute in particolare da Lombardia e Veneto, le regioni più colpite della pandemia Covid-19.

Storie di resistenza e tenacia si sono affiancate a storie di sensibilità e umanità. Come quella di una dottoressa marchigiana che ha dovuto combattere la sua battaglia non solo in corsia, ma anche tra le mura domestiche. Mamma di una bambina con fibrosi cistica, malattia genetica grave e ancora orfana di una cura risolutiva, si è messa in autoisolamento per mesi e al contempo è stata il perno del Pronto Soccorso durante l’emergenza, guidandolo dalla sua casa. Si è distinta per aver contribuito a scoprire i primi casi di Coronavirus, riuscendo nella difficile impresa di governare e rivoluzionare l’attività del pronto soccorso per la gestione dei pazienti Covid-positivi.

Piccoli e grandi gesti che in un periodo così pieno di difficoltà hanno fatto la differenza. Come  il caso di un’infermiera laziale, una delle molte operatrici sanitarie che ha dedicato attenzione e importanza ai contatti tra pazienti e famigliari, tramite l’uso di tablet e smartphone. Le videochiamate hanno avuto un ruolo determinante nel periodo di isolamento; per molto tempo sono state l’unico mezzo di interazione con i propri cari, che hanno potuto trasmettere tutto il calore umano a chi era ricoverato e ricevere dai medici costanti informazioni sul loro stato di salute.

Le premiate hanno ricevuto anche le immagini fotografiche delle opere dei tre writers che hanno aderito all’iniziativa: Austin Fowler (https://austinzart.com/), Laika (https://laika1954.com/) e Cheone (Cosimo Caiffa) tramite l’associazione UNISONO APS, Spazio Baluardo di Milano. Dall’Italia agli Stati Uniti, alla Cina gli artisti hanno lanciato nuovi messaggi celebrando il lavoro del personale sanitario e invitando gli abitanti delle città a non uscire di casa dipingendo mascherine e divieti.

Nadia Bertin

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05 Ago
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Voglio invecchiare diventando più giovane

Da alcuni anni, le istituzioni e gli enti preposti, ci raccontano che invecchiare non è una malattia,  in alcune tribù, infatti,  la figura del “vecchio” vuol dire “il saggio” a cui tutti devono portare rispetto.

Ma viviamo in una società dove è proprio così?

Una mattina ti svegli, ti guardi intorno e scopri, specialmente se sei rimasto solo, che regna il silenzio, le telefonate degli amici, che prima ti chiamavano con insistenza sono diminuite e anche le visite dei figli, se hai avuto la fortuna di averne, si sono diradate e ti rendi conto che ormai avvengono soltanto la domenica, per qualche oretta.

E … riflettendo su questa inaspettata solitudine capisci finalmente che stai invecchiando, che non servi più come una volta e che se hai voglia di fare, di imparare, di muoverti, devi cercare nuovi gruppi, nuove lezioni e nuovi ambienti.

Ma da soli tutto ha un significato più grigio, e poi magari ci sono i piccoli acciacchi fisici che ti impediscono di muoverti come vorresti.

Facciamo un passo indietro.

Lo Stato dovrebbe prendersi cura dei suoi cittadini over65  organizzando visite mediche e specialistiche per fare in modo che la vecchiaia venga vissuta in buona o discreta salute.

E’ inutile continuare a curare un solo organo per volta.

Bisogna acquisire la mentalità sanitaria di avere medici/geriatra che curino tutta la persona nell’insieme, dall’alimentazione allo stato psicologico per finire alla malattia.

Ma eravamo rimasti alla nostra solitudine. Al diavolo tutto!

Lasciatemi dire che, da soli, possiamo ritardare l’invecchiamento del nostro corpo e della nostra mente.

È vero, ci dicono da sempre  che il declino cognitivo è inevitabile ma, molte persone raggiungono età anche molto avanzate avendo un buon funzionamento mentale e mantenendo la propria autonomia nella quotidianità.

Oggi 31 luglio sto scrivendo questo articolo e Franca Valeri compie 100 anni.

Buon compleanno Franca. Ecco sto parlando proprio di Franca e tutte le Franca o Franco che ci sono in Italia.

Il nostro dna gioca un ruolo importante per invecchiare attivamente, ma altrettanto determinante è il nostro stile di vita.

Tenerci attivi ci aiuta a mantenere in equilibrio la nostra socialità, il nostro cervello e il nostro fisico.

E noi stiamo bene quando possiamo imparare cose nuove o dedicarci ad attività mentalmente stimolanti che rinforzano, potenziano e mantengono attive le nostre risorse mentali.

Apprendere qualcosa di nuovo ci aiuta a mantenere la nostra mente flessibile che ci protegge dai cambiamenti legati all’avanzare dell’età.

Dovremmo  affiancare alle nostre abitudini e routine quotidiane idee e attività nuove, diverse ma soprattutto in un contesto sociale.

In una parola. Dobbiamo evitare la solitudine e le lunghe ore di attesa che ci riservano le visite dei nostri nipoti e figli o, per chi non ne ha, di parenti prossimi. 

Dobbiamo soprattutto coltivare relazioni significative con altre persone.

Patrizia Egle Messina

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14 Lug
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TORNA L’ (H)OPEN WEEK DI ONDA. SERVIZI GRATUITI PER LE DONNE NEGLI OSPEDALI CON BOLLINO ROSA DAL 13 AL 18 LUGLIO 2020

Sono 130 gli ospedali in tutta Italia impegnati nella medicina di genere e nella difesa della salute delle donne che, per il loro impegno e la qualità dei servizi, hanno ricevuto il bollino rosa  dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (ONDA).

L’iniziativa viene svolta da 5 anni  solitamente in aprile, ma quest’anno è stata posticipata alla settimana dal 13 al 18 luglio a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Negli oltre 130 ospedali premiati con i Bollini Rosa che hanno aderito all’iniziativa si potranno usufruire gratuitamente visite, consulenze, incontri, materiali informativi e molte altre attività nell’ambito di diverse aree specialistiche: cardiologia, dermatologia, diabetologia, dietologia e nutrizione clinica, endocrinologia e malattie del metabolismo, geriatria, ginecologia e ostetricia, medicina della riproduzione, neonatologia e patologia neonatale, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, pediatria, psichiatria, reumatologia, senologia, urologia e sostegno alle donne vittime di violenza.

L’obiettivo dell’(H)Open Week è infatti quello di promuovere i servizi per la prevenzione e la cura delle principali malattie femminili con una corretta informazione.

“Questa è un’occasione importante per tutte le donne, ma non solo, per confermare e rilanciare oggi più che mai il tema della prevenzione”, afferma Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda.

“Il lancio di questo nuovo (H)Open Week è fondamentale soprattutto in questo momento storico. Il Covid-19 ha allungato le liste d’attesa negli ospedali, mentre alcuni esami e visite rischiano tuttora di saltare.

Secondo i calcoli diffusi dal Crems, il Centro di ricerca in economia e management in Sanità dell’università Carlo Cattaneo, sono già saltati 12,5 milioni di esami diagnostici, 20,4 milioni di analisi del sangue, 13,9 visite specialistiche e oltre un milione di ricoveri. È proprio in questo contesto che, in attesa di provvedimenti mirati, un terzo delle strutture del circuito Bollini Rosa ha deciso di aderire a quest’iniziativa dopo aver fronteggiato in prima linea l’emergenza.

In questa fase, in cui prevale la speranza di tornare presto alla normalità e di riapertura delle attività abituali, l’adesione del nostro network è sicuramente un segnale positivo di attenzione verso i cittadini e di voglia di ricominciare più forti di prima”.

L’iniziativa vede la collaborazione di ben 25 Società Scientifiche ed è resa possibile anche dal contributo di case farmaceutiche come Boehringer Ingelheim, fortemente impegnata nelle malattie cardio-metaboliche, Grünenthal, da sempre in primo piano nell’area del dolore, e Roche Diagnostics, costantemente in prima linea per la salute della donna ed in particolare quest’anno nella lotta all’osteoporosi.

Sul sito  https://www.bollinirosa.it/h-open-week  sono disponibili tutti i servizi offerti con le indicazioni precise su date, orari e modalità di prenotazione.

Basterà selezionare la Regione e la Provincia di interesse per visualizzare l’elenco degli ospedali che hanno aderito anche quest’anno con l’indicazione del servizio offerto.

Per prenotazioni e altre informazioni: https://iniziative.bollinirosa.it/ricerca/index/w06

Nadia Bertin

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22 Giu
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Bando “Carla Passalacqua”: Due borse di studio per giovani laureati

Proseguendo con la positiva esperienza delle precedenti edizioni, la Cisl indice il III Bando in memoria di Carla Passalacqua, storica dirigente Cisl e Responsabile del Coordinamento nazionale donne dal 1982 al 1992.

Il Bando prevede l’assegnazione di due borse di studio, destinate a giovani laureate/i iscritte/i alla Cisl o figlie/figli di iscritti alla Cisl, per l’elaborazione di uno studio/ricerca su un argomento prescelto all’interno delle diverse tematiche inerenti la promozione della parità di genere nel nostro Paese.

L’argomento di questa nuova edizione riguarda “Il ruolo del sindacato per la promozione delle pari opportunità nella trasformazione digitale e tecnologica del lavoro”. La scadenza per la presentazione delle candidature, mediante l’apposito modello e la documentazione elencata (v. Allegato 2), è fissata al 15 luglio 2020.

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24 Apr
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Le donne meno vulnerabili al virus Covid-19. Ma è proprio vero?

Nei giorni scorsi la Fondazione dell’Istituto di studi e ricerche Cattaneo ha divulgato uno studio sulla diversa vulnerabilità degli italiani di fronte al Covid-19, incentrata sulle differenze di genere al crescere dell’età.

Lo studio ha messo a confronto i decessi avvenuti nel periodo tra il 21 febbraio – data del primo decesso accertato attribuito al Covid-19 – e il 28 marzo di quest’anno, con quelli avvenuti nel quinquennio 2015-2019. L’elaborazione dei dati relativa alle cancellazioni anagrafiche per decesso, rivela che le donne sono meno “protette” dal rischio di morire di Covid-19 di quanto appaia dai dati relativi ai pazienti deceduti per Covid-19.

Anzi, queste differenze si riducono molto al crescere dell’età, e scompaiono quasi del tutto dopo i 90 anni.

Pur sapendo che generalmente la mortalità maschile in periodi no Covid è maggiore rispetto a quella delle donne, è evidente nel periodo considerato una sovramortalità di uomini tra i pazienti deceduti positivi a Covid-19.

Secondo lo studio questo può dipendere, in parte, dal livello di ospedalizzazione delle persone positive per lo più uomini.

Infatti, è verosimile che, rispetto a quanto accade agli uomini, tra le donne vi sia una più alta proporzione di decessi in casa o nelle RSA che in ospedale.

Di conseguenza la stima dei decessi è sicuramente sottostimata, soprattutto per quel che concerne le donne.

Per avvalorare questa tesi lo studio parte da due considerazioni supportate da dati statistici: le famiglie unipersonali over 65 in Italia sono costituite solo per il 29,9 % da uomini e per il 60,3 % da donne e per ragioni puramente demografiche, quindi, la frequenza con cui si muore da soli in casa è verosimilmente più alta tra le donne che tra gli uomini.

Inoltre se andiamo a verificare le percentuali degli ospiti in Rsa scopriamo che le donne occupano il 74,1% dei 285.268 posti occupati, quindi è molto probabile che molte donne ammalate di Covid-19 non siano state neanche ricoverate in ospedale e siano decedute o in casa o in Rsa, e quindi non siano state registrate come decedute da Covid-19.

Clicca qui per leggere lo studio

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26 Feb
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Opzione donna: Riscattare la laurea si può

Nel nuovo numero di Previdenza Flash si parla di “opzione donna” che è stata prorogata ulteriormente con la legge di bilancio 2020.

Un elemento di novità è costituito dall’ultima interpretazione dell’INPS in merito al riscatto agevolato del periodo di studi.

La cosa interessa le lavoratrici che intendono avvalersi dell’Opzione donna per accedere anticipatamente al pensionamento riscattando gli anni di studi che si collocano anteriormente al 1996: poiché per riscattare questi periodi è necessario optare per il sistema di calcolo contributivo della pensione e, per opzione donna, questo è già un obbligo, per le lavoratrici interessate si apre una modalità favorevole per riscattare eventuali periodi di studio (laurea) utili per maturare i 35 anni di contributi richiesti per l’accesso alla pensione con “opzione donna.

Il numero, come di consueto, è curato da Paolo Zani e Salvatore Martorelli.

Puoi scaricare la pubblicazione cliccando qui.

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18 Feb
By: Staff 0

8 Marzo 2020 – Iniziative sospese ma solo momentaneamente

8 marzo, ovvero Giornata internazionale della donna, un giorno in cui si vuole far emergere il valore del lavoro, spesso silenzioso e sottovalutato delle donne, il loro apporto alla società, alla famiglia. (altro…)

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12 Feb
By: Staff 0

Vimodrone: Nuova segretaria e nuova coordinatrice donne

Nel mese di gennaio si è ricomposta la RLS (Rappresentante Locale Sindacale) di Vimodrone dopo la tragica scomparsa di Angela Desiante. (altro…)

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29 Dic
By: Staff 0

Ester Balconi è la nuova Coordinatrice Donne della FNP Milano Metropoli

Il Consiglio Generale della FNP Milano Metropoli, riunitosi il 17 dicembre, all’unanimità ha eletto Ester Balconi come responsabile del Coordinamento Donne della categoria territoriale. (altro…)

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