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Siamo tutti pedoni 2022 07 Apr
By: Claudia Silivestro 0

Dal 7 aprile parte la campagna Siamo tutti pedoni

Questa mattina il flash mob a Roma. Il tema di quest’anno: “una questione di spazi”

Parte oggi, giovedì 7 aprile, con un flash mob a Roma dalle 10.30, la campagna 2022 Siamo tutti pedoni, intitolata “Una questione di spazi”. Con l’evento in via Ignazio Silone si dà il via alla dodicesima edizione dell’iniziativa che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza, la qualità e la vivibilità dei contesti urbani. La campagna nazionale Siamo tutti pedoni è promossa dal Centro Antartide di Bologna insieme ai Sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil. Le federazioni dei pensionati vi aderiscono per l’attenzione che la campagna rivolge agli over 65, ma il tema della buona accessibilità delle strade cittadine non è di interesse solo per gli anziani. I promotori di Siamo tutti pedoni partecipano, tra l’altro, al Tavolo di lavoro tecnico ESPERTOver65, istituito presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Siamo tutti pedoni: una questione di spazi

Il titolo “Una questione di spazi” assegnato all’edizione 2022 evoca la necessità rendere più facile la vita quotidiana nelle città qualificando meglio gli spazi pubblici. Due anni di pandemia, le condizioni di isolamento del primo lockdown, mutate abitudini di vita per chi è in smartworking, cosi come per gli anziani, con più difficoltà negli spostamenti, ci hanno reso consapevoli del vantaggio di avere servizi, negozi e punti di socialità più vicini e comodi da raggiungere a piedi: è l’obiettivo della città “a quindici minuti”, non sempre realizzato.
Al tempo stesso, la campagna Siamo tutti pedoni ricorda quanto sia importante prestare attenzione alla sicurezza stradale, perché, ancora oggi, nelle città in Italia si registra il 43% delle vittime della strada, contro una media europea del 34%. Il 42% dei morti in città è un pedone o un ciclista.

A questo link di Fnp Cisl nazionale  – in fondo all’articolo – si trovano tutti i materiali della campagna Siamo tutti pedoni

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2275/siamo-tutti-pedoni-alberi-che-camminano-lersquoevento-il-7-aprile-a-roma/

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29 Mar
By: Claudia Silivestro 0

Nuove regole per il Green pass base e rafforzato

Restano le FFp2 sui mezzi di trasporto, il Green pass base per andare al ristorante

Le nuove regole per il Green base e rafforzato, annunciate il 17 marzo in conferenza stampa dal Governo, sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 24 marzo e saranno in vigore dal primo aprile. Il decreto-legge stabilisce al 31 marzo la fine dello stato di emergenza e un graduale allentamento delle misure anti-contagio.

A partire da venerdì prossimo, dunque, il Green pass base, che si ottiene con vaccino o con guarigione, ma anche con un tampone negativo, andrà a sostituire il Green pass rafforzato in alcuni contesti, come per esempio i luoghi di lavoro.

Il certificato verde che si può ottenere anche senza un vaccino sarà sufficiente anche per

  • -mangiare al ristorante al tavolo
  • mangiare nelle mense dei luoghi di lavoro
  • partecipare a eventi aperti al pubblico
  • utilizzare i mezzi di trasporto locali e interregionali
  • partecipare a corsi di formazione.

Le nuove regole sul Green pass base e rafforzato valgono dal primo al 30 aprile. Piscine, sport di squadra, congressi richiedono ancora il Green pass rafforzato, così come

  • centri culturali e ricreativi al chiuso
  • feste, sale gioco, discoteche
  • visite nelle Rsa.

Fino al 30 aprile nulla cambia, invece, per le disposizioni sulle mascherine Ffp2 che sono obbligatorie sui mezzi di trasporto e nei luoghi dove si tengono spettacoli aperti al pubblico. Le capienze degli impianti sportivi tornano al 100 per cento all’aperto e al chiuso.

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21 Mar
By: Claudia Silivestro 0

Emergenza Ucraina: continua la raccolta fondi Cisl

Lavoratori, pensionati, strutture sindacali possono dare il proprio contributo alla campagna che servirà a sostenere i progetti della Croce Rossa

L’emergenza Ucraina è sempre più grave. L’invasione russa sta mettendo a dura prova la popolazione civile. UNHCR, Agenzia Onu per i rifugiati, riferisce di condizioni urgenti sul piano umanitario a Mariupol, Sumy, Odesa e nell’Ucraina orientale.
Al 18 marzo 2022, secondo quanto riferisce l’agenzia, i rifugiati che hanno lasciato il paese sono 3,1 milioni. Croce Rossa italiana ricorda che parte degli interventi di salvataggio e evacuazione di civili ucraini si risolvono in viaggi verso l’Italia; secondo Corriere della Sera, sarebbero quasi 60 mila i profughi già arrivati nel nostro paese. In questo quadro drammatico continuano le iniziative di aiuti umanitari per i rifugiati e per gli ucraini rimasti nel loro paese.
Cisl contribuisce con il fondo di solidarietà “Cisl per l’Ucraina” destinato ad sostenere l’attività della Croce Rossa.

Emergenza Ucraina: come donare

“Cisl Fondo solidarietà per Ucraina” è una campagna che permette a lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati e strutture sindacali di offrire il proprio contributo concreto.

Si dona presso il conto corrente bancario

CISL FONDO SOLIDARIETA’ PER UCRAINA
IBAN IT64M0103003201000004444436
Swift: PASCITMMROM
Banca Monte dei Paschi di Siena
Causale: “Donazione

Consulta il volantino della raccolta fondi

Cisl_per_Ucraina

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Gian Battista Cavazzuti 18 Mar
By: Claudia Silivestro 0

Gian Battista Cavazzuti è morto. Se ne va uno dei veterani della Cisl, classe 1930

Fondatore della Libera Cgil, sindacalista della Fim e della Cisl, aveva detto: “Alla Cisl devo tutto: la Cisl mi ha dato tutto. Anche io ho cercato di dare tutto me stesso alla Cisl”.

Gian Battista Cavazzuti, classe 1930, fondatore della Libera Cgil, sindacalista della Fim e della Cisl, ci ha lasciato ieri, 17 marzo, dopo una vita intensa e dedicata all’attività sindacale. Se ne va uno dei veterani del sindacato, una persona che ha vissuto tutti gli anni del dopoguerra e del Novecento e che aveva chiuso la sua esperienza da attivo nella Cisl solo nel 2005.
Modenese, di famiglia antifascista, Cavazzuti si iscrive alla Democrazia Cristiana nel 1947 e inizia poco dopo l’attività sindacale, partecipando alla costituzione della Libera Cgil. Nel 1955 Ermanno Gorrieri e Luigi Macario (allora segretario organizzativo nazionale della Cisl) gli propongono di partecipare al corso lungo presso il Centro Studi di Firenze. Alla fine del corso Cavazzuti viene chiamato alla Fim di Milano e opera anche a Monza.

Gian Battista Cavazzuti, una vita nel sindacato

La lunga storia sindacale di Cavazzuti passa anche dalla segreteria nazionale della Fim, dal 1962 al 1970 e poi nel dipartimento internazionale della Cisl, allora guidata da Bruno Storti, dove opererà fino al 1980.
Nel 1979 Cavazzuti è consigliere del Comitato Economico e Sociale Europeo e poco dopo anche è nominato anche responsabile del dipartimento internazionale della Cisl Lombardia, che guida fino ai primi anni 2000.
Cavazzuti ricordava così la sua esperienza in Cisl:

“Alla Cisl devo tutto: la Cisl mi ha dato tutto. Anche io ho cercato di dare tutto me stesso alla Cisl”.

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Luciano Fontana 14 Mar
By: Claudia Silivestro 0

Ciao Luciano, un esempio da non dimenticare

Ci ha lasciato Luciano Fontana, veterano della FNP, lasciandoci tutti più soli

Se n’è andato all’improvviso giovedì 10 marzo, in treno, mentre tornava a casa dopo aver partecipato ad una iniziativa del coordinamento donne della FNP e aver cantato nel coro della CISL. Luciano Fontana è una parte della storia della CISL di Milano, difficile pensare alla confederazione di via Tadino e alla FNP senza la sua presenza, preziosa e gentile.

Luciano era nato a Cuggiono, impegnato in parrocchia, fa parte di quel gruppo di giovani educati al sociale da un prete, Don Cesare Villa, ispiratore di non pochi sindacalisti della CISL.
Diventa operatore della FILTA, la categoria del tessile – abbigliamento, allora guidata a Milano da grandi sindacalisti come Maresco Ballini, allievo di Don Milani, e poi Pieraldo Isolani e l’allora segretario generale, il legnanese Vittorio Meraviglia.
Nei primi anni ‘80, dopo la nascita dei comprensori, diventa responsabile dell’Ufficio Vertenze della CISL Ticino Olona, operando a Legnano e a Busto Arsizio. Dopo aver mantenuto quell’incarico per qualche anno, viene richiamato a Milano e comincia, da operatore, la sua lunga storia nella FNP che poi prosegue da segretario organizzativo. Collabora con i segretari generali di allora: Tino Fumagalli e Luigia Alberti.

Pronunciare il nome Fontana significava, per il sindacato dei pensionati, organizzazione, proselitismo, formazione, amministrazione, contrattazione… Ma significava anche puntualità, precisione, impegno costante, non mollare mai. Per un lungo periodo la FNP, nella sua pratica, si è identificata nella sua persona grazie alla presenza e al contatto quotidiano con i volontari e i collaboratori.

Sempre tra i primi a varcare il portone di via Tadino (e spesso tra gli ultimi ad uscirne) nel luglio del 2000 nota una strana fioriera dalla quale escono dei fili elettrici. Chiama la questura. Si trattava di una bomba e, grazie al suo tempestivo intervento, si evita uno scoppio che poteva avere gravi conseguenze.
Quando termina la sua esperienza di dirigente della FNP per il compimento dei mandati previsti dallo statuto, non cerca altri incarichi, ma mantiene quel profondo legame di amicizia che voleva dire che, all’occorrenza, su di lui ci si poteva sempre contare. Negli ultimi anni si era dedicato al coro con il suo amico Biagio La Sala. Aveva una bella voce e la sua assenza, artistica e umana, si sentirà molto anche lì.
Il suo nome sarà per sempre legato alla Cisl, alla Fnp, ai ciclisti, alla Presolana, alla Pastorale del lavoro e ad ogni iniziativa sociale nel territorio del legnanese e nella sua città adottiva Nerviano dove, dopo l’esperienza sindacale, era diventato Presidente dell’Unione Sportiva locale. Non poteva essere che la Cisl di via Tadino l’ultimo posto dove dare il suo contributo di gentilezza.

Luciano se non parlava di Cisl, parlava della sua famiglia, della moglie Giuditta, del figlio Enrico e delle tre splendide nipoti. A loro il nostro abbraccio e sentite condoglianze da tutta la Fnp di Milano Metropoli.

Gabriella Tonello e Luigi Maffezzoli

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Primo marzo 2022 Legnano 08 Mar
By: Claudia Silivestro 0

La bandiera dell’Ucraina sventola sul municipio di Legnano

Martedì primo marzo: in tanti in piazza per dire no all’invasione russa. Articolo di Luigi Maffezzoli

Legnano contro la guerra. Erano in tanti il primo marzo i cittadini legnanesi in piazza San Magno per la pace e contro l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe. Rappresentanti sindacali e del ricco mondo associativo dell’Alto Milanese e semplici cittadini, tanti anche i pensionati della FNP, dello SPI e della UILP.

“Fino alla settimana scorsa non pensavamo che la Russia invadesse veramente l’Ucraina e invece è successo. Le minacce di Putin di ricorrere alle armi atomiche appare assurda, incredibile, una catastrofe planetaria senza ritorno”.

Ha scandito Giuseppe Oliva, ex segretario generale della CISL Legnano Magenta ed ora anche lui pensionato della FNP, intervenuto a nome della confederazione di via Tadino. In precedenza aveva ricordato le parole della nostra costituzione nella quale si ripudia la guerra

“come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”

Una costituzione, ha continuato, scritta

“in un’Italia distrutta, materialmente e moralmente, dalla Seconda guerra mondiale che essa stessa aveva contribuito ad incendiare. Si pensava che dopo quell’esperienza, dopo il nazismo e il fascismo, il mondo avesse capito che con la guerra non si risolvono i conflitti, anzi si esasperano lasciando una scia di distruzioni e di povertà che a pagare sono più deboli. Si pensava che dopo 70 anni di sostanziale pace, dopo il superamento della guerra fredda e dell’equilibrio del terrore atomico, l’Europa fosse immune dai conflitti armati.”

Ma invece così non è stato. Ferma e senza dubbi la condanna per l’invasione dell’Ucraina dei soldati di Putin.
Altrettanto ferma anche la condanna della guerra da parte del sindaco di Legnano Lorenzo Radice che si è rivolto direttamente alla delegazione Ucraina presente in piazza, esprimendo a loro e alla loro nazione tutta la sua solidarietà e impegnandosi affinché la bandiera di Kiev sventoli sul palazzo del municipio fino alla fine della guerra, accanto ai quella italiana e a quella per la pace.

Il sindaco si è anche impegnato per la raccolta di aiuti economici e materiali a sostegno del popolo ucraino, al fianco di Caritas, Croce Rossa ed altre associazioni legnanesi e per l’accoglienza dei profughi in accordo con tutti i comuni dell’Alto Milanese.

L’appello del sindaco è stato prontamente accolto dalla FNP che insieme a tutta la CISL, come ribadito più volte anche dal suo segretario Luigi Sbarra, si impegnerà concretamente per il sostegno a chi fugge dalla guerra e a chi ne subisce le conseguenze, rischiando costantemente la vita sotto le bombe russe.

Luigi Maffezzoli

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02 Mar
By: Claudia Silivestro 0

Ucraina e Milano: partono i progetti di accoglienza per i profughi in fuga dalla guerra

Comune, Prefettura e Consolato coordinano il progetto. Refugees Welcome Italia, Caritas, Emergency raccolgono le disponibilità di aiuti e alloggi

La guerra in Ucraina vede in questi giorni i primi arrivi di profughi anche a Milano e in Lombardia. Comune di Milano, Consolato e Prefettura hanno attivato una cabina per organizzare un sistema di accoglienza: sono a disposizione degli indirizzi di posta elettronica, per segnalare l’arrivo di persone dall’Ucraina che hanno bisogno di alloggio ed è già aperto un centro dedicato presso Casa Jannacci, la casa di accoglienza di viale Ortles 69.
Il consolato ucraino ha annunciato questa mail: milanoconsolato1@gmail.com.

Chi sappia di profughi in arrivo a Milano può comunicarne i dati essenziali (nome, cognome, data di nascita, contatti mail e telefonici, richieste di eventuale soluzione alloggiativa o comunicazione di ospitalità presso strutture, associazioni o familiari).

Ucraina e Milano: come aiutare i profughi

Si sono attivate anche le associazioni come Refugees Welcome Italia, che ha una piattaforma on line che raccoglie e gestisce le disponibilità di chi vuole ospitare un rifugiato. Chi si offre una casa o la possibilità di un letto, per la Diocesi di Milano può scrivere anche a questo indirizzo di Caritas Ambrosiana: stranieri@caritasambrosiana.it .
Emergency sta raccogliendo le disponibilità tra i propri volontari per metterle a disposizione dei servizi competenti.
L’ufficio scolastico territoriale è disponibile a lavorare per supportare le famiglie dei minori ucraini arrivati a Milano in un percorso di inserimento scolastico: per segnalare la presenza di minori è possibile scrivere all’indirizzo usp.mi@istruzione.it.

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posta elettronica_truffa on line 28 Feb
By: Claudia Silivestro 0

Truffa on line da una finta mail Inps: non aprire l’allegato

Il file contiene un codice infetto che può danneggiare il computer. Attenzione, logo e aspetto del messaggio sembrano ufficiali

Una nuova truffa on line da una finta mail Inps, con tanto di logo e firma – falsa – di un funzionario dell’istituto, circola in questi giorni sui computer di molti utenti. Lo rende noto, in un comunicato del 24 febbraio, l’istituto previdenziale invitando a prestare attenzione alla posta elettronica.
La truffa arriva da un messaggio studiato per trarre in inganno il destinatario. La mail appare come una comunicazione ufficiale: ha il logo dell’istituto, un mittente con un nominativo che sembra appartenere all’Inps e che si qualifica, con astuzia, come un direttore. Il messaggio indica al contribuente che una sua domanda non è stata accolta per mancanza di documentazione e lo invita a

“prendere visione della documentazione esaustiva riguardante la sua richiesta e il provvedimento, entrambi presenti nell’archivio allegato e scaricabile nella presente e-mail”.

Truffa on line da una finta mail Inps: come funziona

Il file allegato in formato .zip contiene un malware, cioè un codice infetto che, una volta aperto, si installa da solo. Il malware può danneggiare il sistema e carpire dati personali, come informazioni che trova nel pc e password.
Il testo delle mail truffa a prima vista può ingannare, perché usa un linguaggio formale e fa leva su argomenti che coinvolgono l’utente in prima persona. A una lettura più attenta, però, questi messaggi spesso tradiscono la loro vera natura.

Quando si riceve una mail di questo tipo, con un allegato o un link, una buona regola è fermarsi a riflettere. Inps scrive espressamente che “non invia questa tipologia di comunicazione” e consiglia di controllare sempre le notizie e i comunicati stampa sul sito istituzionale, che danno notizia di questi attacchi quando si diffondono e spiegano quali sono le modalità di truffa più frequenti.

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Falso sms 18 Feb
By: Claudia Silivestro 0

Sms con notizia del Green pass clonato: non cliccare. Cestinare il messaggio

La notizia è stata comunicata dalla Polizia postale. Il link porta a un sito web malevolo

Un sms, con mittente falso, che allude alla clonazione del Green pass circola in questi giorni sui telefoni cellulari. Polizia postale ne ha dato l’allerta il 16 febbraio, invitando gli utenti che ricevono il messaggio a non cliccare sul link che compare e ad eliminare l’sms. Come si vede nell’immagine, la notifica sembra avere come mittente il ministero della Salute ma il sito web menzionato è diverso da quello istituzionale.

Il portale autentico, dal quale si scaricano i certificati verdi è il seguente: www.dgc.gov.it

Il link segnalato nel messaggio fa riferimento a una fantomatica “utenza” e il testo spiega che, in virtù di una clonazione del primo certificato, l’utente dovrebbe collegarsi e scaricare un nuovo Green pass.

Polizia postale conferma che, invece, il link porta a un sito malevolo, che induce a fornire i propri dati bancari. Si tratta di un attacco che, in gergo, viene chiamato “phishing”, un tentativo, cioè, di ingannare l’utente e portarlo a consegnare volontariamente dei dati sensibili.

In nessun caso è bene collegarsi a un link proposto, senza prima condurre una verifica. In nessun caso, né un messaggio del Ministero né un messaggio della propria banca chiedono dati personali come codici e password.
Il messaggio malevolo si può selezionare cliccando sulla voce “Modifica” e si deve poi cancellare.

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Badanti 21 Gen
By: Claudia Silivestro 0

Obbligo di Green pass rafforzato anche per badanti e collaboratori domestici over 50

Colf, badanti e baby sitter rientrano nella normativa al pari di chi lavora in azienda

È obbligo di Green pass rafforzato anche per badanti e collaboratori domestici che abbiano compiuto i 50 anni. Il decreto legge n. 1 del 2022 si applica a tutti i lavoratori, anche quelli in ambienti privati come le assistenti familiari che curano un anziano in casa. La precisazione è arrivata in questi giorni, tra l’altro, da Assindatcolf, Associazione sindacale nazionale dei datori di lavoro domestico. Le Faq del governo, del resto, avevano già incluso badanti, colf e baby sitter regolarmente assunte nel novero dei lavoratori con obbligo di Green pass, al pari di chi lavora in azienda.
La normativa più recente sul Green pass rafforzato prevede che tutti i cittadini di 50 anni e oltre devono vaccinarsi, seguendo il ciclo completo di prima e seconda dose e, qualora siano passati quattro mesi dalla seconda dose, aggiungendo il cosiddetto booster, il richiamo. L’obbligo di Green pass rafforzato scatta dal 15 febbraio.

Obbligo di Green pass rafforzato: come funziona

Tra poche settimane, quindi, il Green pass base, quello che si ottiene con un tampone, non sarà più valido per recarsi al lavoro per gli over 50. I lavoratori, quale che siano tipologia e sede dell’incarico, che risultino privi del certificato verde rafforzato non potranno lavorare e saranno considerati “assenti ingiustificati”. Non sono previste, però, conseguenze disciplinari e sussiste il diritto a conservare il posto di lavoro. Anche assistenti familiari, collaboratori domestici e baby-sitter, se privi di Green pass rafforzato, non riceveranno contribuzione o compensi.

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