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Staff 26 settembre 2020

“Alzheimer a carico del servizio sanitario nazionale”

Proposta FNP per i potenziali 100mila malati lombardi

Didoné: “Il ricovero in RSA non deve essere a carico delle famiglie”

Ci mettiamo dalla parte delle famiglie dei potenziali 100mila malati di Alzheimer della regione: oltre gli 80 anni, la patologia colpisce 1 anziano su 4.

Sono numeri destinati a crescere drammaticamente a causa del progressivo aumento della aspettativa di vita, per cui si stima un raddoppio dei casi ogni 20 anni. N

ella giornata mondiale a loro dedicata, intendo ribadire al ministro Speranza e a tutto il Governo che il malato di Alzheimer ricoverato in Rsa, che necessita di prestazioni sanitarie, non dovrebbe pagare la retta, ma dev’essere definito e inglobato nei LEA (Livello essenziale assistenza) a carico del Servizio sanitario nazionale”.

Emilio Didonè, segretario generale di FNP CISL Lombardia, approfitta della ricorrenza dedicata ai malati di Alzheimer per rilanciare la proposta cara al sindacato e che, con la richiesta di una specifica legge per la non autosufficienza, da anni è diventata una bandiera della FNP CISL e dei sindacati dei pensionati.

Le malattia degenerativa degli anziani (ma non solo) si trasformano spesso in un costo elevatissimo per le famiglie: tra badanti e assistenza medica, la permanenza in casa arriva a richiedere più di uno stipendio medio dedicato al parente malato.

E l’ingresso in RSA non è certo da meno.

In regione, tra l’altro, a fronte dei circa 100mila potenziali malati, molti di questi accuditi con badanti e familiari a domicilio, ci sono 5000 posti letto riservati, anche se dal rapporto FNP Cisl Lombardia su “RSA e non autosufficienza” emerge che i nuclei specializzati sono in aumento.

Basteranno? – si chiede ancora Didonè. Secondo i dati raccolti da FNP CISL Lombardia, dal 2013 al 2019 i posti letto Alzheimer sono aumentati di quasi 1500 unità. Durante lo scorso anno, Regione Lombardia ha contrattualizzato con le Ats nuovi posti letto Alzheimer (convertendoli da nuclei ordinari, già accreditati e a contratto), portando la dotazione complessiva (in RSA) a 4.596, riequilibrando l’indice di dotazione di posti letto a contratto nelle Ats, che attualmente non è il medesimo negli otto territori sanitari lombardi”.

Viste le recenti sentenze della Cassazione – conclude il segretario dei pensionati CISL della Lombardia –FNP ritiene che questo tipo di patologia e altre di demenza senile debbano trovare soluzioni specifiche e definitive.

Servirà un progressivo riconoscimento del livello di sanitarizzazione di questa ed altre patologie, fino alla totale presa in carico da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Su questa problematicità, insieme alle strutture territoriali, siamo in campo per poter definire al meglio la strategia da perseguire in regione Lombardia”.