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Staff 11 aprile 2019

Carcere arbitrario e torture: i casi dell’Arabia Saudita e dell’Iran

Troppe donne sono perseguitate solo perché vogliono difendere i loro diritti e la loro dignità.

Le proteste venute un po’ da tutto il mondo hanno prodotto un primo risultato, seppure parziale.

Tre delle undici attiviste per i diritti umani detenute arbitrariamente in Arabia Saudita da quasi un anno e sottoposte, secondo diverse fonti, a torture fisiche, psicologiche e sessuali, sono state rilasciate in libertà provvisoria.

Nei mesi scorsi Amnesty International ha ricevuto tre distinte denunce secondo le quali attivisti e soprattutto attiviste in carcere dal maggio 2018 hanno subito molestie sessuali, maltrattamenti e torture durante gli interrogatori all’interno della prigione di Dhahban.

Secondo le denunce, sono state ripetutamente torturate con scariche elettriche e con frustate, così brutalmente da non poter camminare o stare in piedi.

Un attivista è stato lasciato appeso al soffitto e un’attivista è stata sottoposta a molestie sessuali mentre veniva interrogata da uomini dal volto coperto. C’è stato anche un tentativo di suicidio.

Se la liberazione delle tre attiviste – ma, come detto, ne rimangono altre in carcere – è un successo dei difensori dei diritti umani e in particolare di quelli delle donne, va però ricordato che, negli stessi giorni, in altre parti del mondo altre attiviste vengono giudicate e condannate per aver manifestato pacificamente a favore dei diritti delle donne.

E’ il caso di Nasrin Sotoudeh, avvocata iraniana per i diritti umani, condannata a 33 anni di carcere e a 148 frustate che si aggiungono alla condanna del 2016 a cinque anni, per un totale di 38 anni e 148 frustate.

Le accuse contro di lei sono la conseguenza del suo pacifico lavoro in favore dei diritti umani, inclusa la sua difesa delle donne che protestano contro l’obbligo di indossare il velo in Iran e la sua pubblica opposizione alla pena di morte.

Prestare attenzione a queste e, purtroppo, a molte altre situazioni in tante parti del mondo è doveroso perché i diritti umani sono un bene prezioso che non va mai dato per scontato.

Amnesty International ha promosso una raccolta di firma a favore di Nasrin alla quale invitiamo tutti ad aderire.


Leggi l’approfondimento del sito “Voci Globali”

 

Leggi l’approfondimento sulla situazione delle donne incarcerate in Arabia Saudita di Amnesty International

Leggi l’approfondimento di Amnesty International sulla carcerazione di Nasrin Sotoudeh in Iran e firma l’appello

Nella foto: Nasrin Sotoudeh