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Staff 24 aprile 2020

Le donne meno vulnerabili al virus Covid-19. Ma è proprio vero?

Nei giorni scorsi la Fondazione dell’Istituto di studi e ricerche Cattaneo ha divulgato uno studio sulla diversa vulnerabilità degli italiani di fronte al Covid-19, incentrata sulle differenze di genere al crescere dell’età.

Lo studio ha messo a confronto i decessi avvenuti nel periodo tra il 21 febbraio – data del primo decesso accertato attribuito al Covid-19 – e il 28 marzo di quest’anno, con quelli avvenuti nel quinquennio 2015-2019. L’elaborazione dei dati relativa alle cancellazioni anagrafiche per decesso, rivela che le donne sono meno “protette” dal rischio di morire di Covid-19 di quanto appaia dai dati relativi ai pazienti deceduti per Covid-19.

Anzi, queste differenze si riducono molto al crescere dell’età, e scompaiono quasi del tutto dopo i 90 anni.

Pur sapendo che generalmente la mortalità maschile in periodi no Covid è maggiore rispetto a quella delle donne, è evidente nel periodo considerato una sovramortalità di uomini tra i pazienti deceduti positivi a Covid-19.

Secondo lo studio questo può dipendere, in parte, dal livello di ospedalizzazione delle persone positive per lo più uomini.

Infatti, è verosimile che, rispetto a quanto accade agli uomini, tra le donne vi sia una più alta proporzione di decessi in casa o nelle RSA che in ospedale.

Di conseguenza la stima dei decessi è sicuramente sottostimata, soprattutto per quel che concerne le donne.

Per avvalorare questa tesi lo studio parte da due considerazioni supportate da dati statistici: le famiglie unipersonali over 65 in Italia sono costituite solo per il 29,9 % da uomini e per il 60,3 % da donne e per ragioni puramente demografiche, quindi, la frequenza con cui si muore da soli in casa è verosimilmente più alta tra le donne che tra gli uomini.

Inoltre se andiamo a verificare le percentuali degli ospiti in Rsa scopriamo che le donne occupano il 74,1% dei 285.268 posti occupati, quindi è molto probabile che molte donne ammalate di Covid-19 non siano state neanche ricoverate in ospedale e siano decedute o in casa o in Rsa, e quindi non siano state registrate come decedute da Covid-19.

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