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Maria Falcone
Claudia Silivestro 27 maggio 2022

Maria Falcone, Luciana Lamorgese alla terza giornata del Congresso Cisl

Si è parlato di giovani, lavoro, legalità, lotta alle mafie. Firmato con la Fondazione Falcone il manifesto per la promozione della cultura della legalità

Maria Falcone e Luciana Lamorgese sono stati tra gli ospiti più importanti della terza giornata del Congresso Cisl “Esserci per cambiare”. Nel corso di una giornata intensa, ricca di appuntamenti sin dal mattino, dopo la tavola rotonda dedicata all’Anno europeo della gioventù sono giunte nella sala plenaria Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone e Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, per partecipare a una tavola rotonda sulla legalità insieme a Luigi Sbarra, Lamberto Giannini, capo della Polizia di Stato, Massimo Mennitti, Generale Divisione dell’Arma dei Carabinieri, Paolo Borrometi, vice Direttore Agi e presidente Art. 21.

Grandi gli applausi per Maria Falcone che ha ricordato la manifestazione del 27 giugno 1992 e ha parlato del ruolo del sindacato per vigilare contro il caporalato, per assicurare sviluppo e legalità al Sud, oggi in modo particolare con il Pnrr, perché siano davvero occasione di crescita, “un mezzo per riscrivere la storia”.

Per la legalità e contro le mafie: l’impegno

Luciana Lamorgese ha ricordato che la mafia muta sembianze e che il lavoro di sorveglianza e prevenzione si deve intensificare proprio con gli investimenti del Pnrr. Ha citato i sindacati come un punto di snodo, importanti per il loro ruolo e per il messaggio che possono trasmettere. Ha accennato anche ai temi della sicurezza e delle migrazioni, che potrebbero aumentare a causa della guerra in Ucraina e alla crisi alimentare che ne sarebbe la conseguenza, soprattutto nei paesi africani.

Di legalità hanno parlato anche gli altri partecipanti alla tavola rotonda e infine Luigi Sbarra e Maria Falcone hanno firmato il manifesto “Siamo Capaci” per la promozione della cultura della legalità nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nel territorio”.
Ha detto Sbarra:

“E’ il lavoro che contribuisce ad innalzare le difese immunitarie di legalità” ma anche “l’istruzione, la “buona istruzione”, il modo migliore per tagliare l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”.