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Contagi Covid dati Gimbe
Claudia Silivestro 16 dicembre 2021

Variante Omicron: la protezione resta con la dose di richiamo

A cinque mesi dalla seconda l’efficacia del vaccino diminuisce, sia contro la variante Delta che contro l’ultima mutazione. La terza somministrazione riequilibra il grado di protezione

Contro la variante Omicron del virus Sars Cov-2 e contro la variante Delta il consiglio, secondo esperti e istituzioni, è di passare alla dose booster, il richiamo. Mentre continuano gli studi sull’ultima mutazione, l’ultimo bollettino di Iss, Istituto superiore di sanità, conferma che a cinque mesi dalla seconda dose, l’efficacia del vaccino anti-Covid scende dal 74% al 39%. Rimane invece alta la copertura da forme severe della malattia (84%. Il riferimento, in questo caso, è sulla variante che i dati di tracciamento danno per più diffusa nel nostro paese, la Delta.

La protezione del vaccino contro la variante Omicron sarebbe comunque presente. Patrizia Popoli, direttrice del Centro nazionale ricerca e valutazione dei farmaci dell’Istituto superiore di sanità e presidente della Commissione tecnico scientifica dell’ Aifa, intervistata dal Corriere della Sera il 10 dicembre, ricorda che, secondo Pfizer, alcuni dati preliminari di laboratorio indicano con tre dosi una protezione definita molto buona nei confronti di Omicron. Alcuni studi riferiscono che l’efficacia del vaccino contro la Omicron sarebbe minore, ma resterebbe confermata.

Variante Omicron e variante Delta: importante la terza dose

La terza dose di richiamo è importante, per Iss, per tornare a essere protetti dal Covid-19 a cinque mesi dalla seconda puntura. Per anziani, persone vulnerabili, malati cronici è ancora decisivo difendersi, anche dopo aver già fatto due dosi di vaccino.
In questi mesi il virus circola molto nelle fasce di età più basse, nei bambini da 0 a 9 anni, non vaccinati, nei giovani sotto i venti anni ma anche nella fascia tra i 30 e i 49 anni. Gli adulti non vaccinati, anche tra i meno anziani, corrono il rischio di incorrere nella malattia grave in percentuale drasticamente più alta rispetto alle persone vaccinate.
Anche chi ha contratto il Covid ed è guarito può vaccinarsi, con la prima dose o con la dose di richiamo, a cinque mesi dalla guarigione.