Il comunicato del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza avanza le richieste in vista della prossima legge di bilancio
Alla riforma della non autosufficienza servono maggiori risorse e interventi concreti. In un comunicato diffuso il 16 luglio, la rete di associazioni Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza ha preparato un documento con quattro proposte operative, in vista della legge di bilancio del prossimo anno. L’obiettivo è dare corpo allo spirito originario della legge approvata nel 2023 che, come ha più volte dichiarato il Patto, non è stata realizzata in modo effettivo. I successivi decreti attuativi, infatti, pur rappresentando un passo in avanti parziale, non sono riusciti a rispondere ai crescenti bisogni delle persone con disabilità gravi e degli anziani non autosufficienti.
Oggi gli anziani non autosufficienti sono circa 4 milioni. Nei prossimi dieci anni gli over 85, cioè la fascia della popolazione con i bisogni assistenziali più elevati, aumenteranno del 30%. La necessità di rinnovare i servizi socio-sanitari e di assistenza si fa urgente e per questo il Patto propone interventi in quattro ambiti:
- semplificazione
- nuova domiciliarità
- assistenza residenziale
- sostegno economico più giusto.
Non autosufficienza: le proposte
Non tutte le azioni proposte richiedono un finanziamento ed è il caso del primo punto, la semplificazione. Secondo il Patto, non sono necessarie risorse in denaro per una riorganizzazione delle procedure, che dovrebbe ridurre il numero di passaggi burocratici richiesti alle famiglie per fare domanda di prestazioni e servizi.
Servono invece stanziamenti, da prevedere nella legge di bilancio 2027, per migliorare l’assistenza domiciliare; per far crescere il numero delle Rsa, del personale addetto e per assicurare ai lavoratori un salario equo; per modificare la prestazione universale.
Solo per il 2027, la proposta del Patto indica 1047,8 milioni di euro. Nel 2028 il comunicato ipotizza che siano necessari 2336.8 milioni di euro e, dal 2029, 2721 milioni.
Per l’assistenza domiciliare, – considerato che oggi in Italia sono garantite appena 16 ore all’anno per ogni assistito – il Patto stima una cifra per l’anno prossimo di 577 milioni di euro. Per ridurre le liste d’attesa nella Rsa, assicurare la qualità del servizio, sostenere le famiglie nelle spese, la voce richiesta per il 2027 è di 433 milioni di euro.
Il Patto interviene poi sull’assegno di prestazione universale, la misura introdotta nel 2025 in forma sperimentale per un fascia circoscritta di anziani. Il Patto suggerisce che l’entità dell’importo dipenda dalla gravità del bisogno del malato e avanza una proposta di stanziamento di 37.8 milioni di euro.
Foto di Nani Chavez via Unsplash
Consulta il comunicato stampa del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza:
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