La nota Cisl dopo le indagini della Procura di Milano su Deliveroo e Glovo
I rider hanno diritto a un’occupazione tutelata e la distinzione formale tra lavoro subordinato e autonomo non può tradursi in un vuoto di diritti. Con queste parole, il 25 febbraio, una nota della Cisl è intervenuta sulle indagini della Procura di Milano che, a poche settimane dall’inchiesta su Foodinho, controllata di Glovo, hanno coinvolto anche Deliveroo. Nelle due piattaforme che gestiscono gli incarichi ai fattorini, le problematiche sono drammaticamente simili: paghe troppo basse, sotto la soglia di povertà, un meccanismo di assegnazione degli incarichi e di controllo che si traduce in sfruttamento e caporalato.
Nel caso di Foodinho, il numero dei rider sfruttati arriverebbe a 40 mila persone, in tutta Italia; per Deliveroo i lavoratori coinvolti potrebbero essere 20 mila.
La nota Cisl sottolinea che, per quanto riguarda le piattaforme digitali, emerge una necessità “non più rinviabile” di rafforzare le tutele, esigibili e specifiche per i rider, a prescindere dalla forma contrattuale con cui svolgono l’attività. Si legge nella nota:
Servono garanzie certe su compensi equi, salute e sicurezza, copertura assicurativa, trasparenza degli algoritmi, rappresentanza sindacale e contrattazione collettiva. La trasformazione digitale non può significare arretramento delle tutele. Occorre un quadro regolatorio e contrattuale capace di coniugare innovazione e dignità del lavoro, contrastando ogni forma di dumping e precarietà.
Foto di Brett Jordan via Unsplash
