Il rapporto Caritas: pesano gli effetti del lavoro precario e pensioni insufficienti
Tra i poveri in Italia sono in aumento le persone sopra i 65 anni. La tendenza è stata evidenziata dal rapporto Caritas “La povertà in Italia” presentato il 16 giugno, con dati che risultano significativi se si guarda l’andamento negli anni: nel 2015 gli ultrasessantacinquenni erano il 7,7% delle persone seguite, nel 2025 la loro incidenza è raddoppiata e arriva al 15,4% del totale, il 26,3% tra i cittadini italiani.
Ogni anno Caritas raccoglie i dati dalle 206 diocesi di tutta Italia dove sono presenti sportelli di aiuto nei confronti di cittadini in stato di bisogno: italiani, stranieri, persone con diversi gradi di difficoltà. Le persone che Caritas ha “accompagnato”, con servizi di ascolto e in forme di supporto diverse, sono 282.539: si tratta, peraltro, di una sottostima, perché comprende i soli centri informatizzati della rete.
Il primo fenomeno segnalato dal rapporto è la crescita del bisogno, a tutte le età: dal 2015 al 2025, il numero di coloro che si sono rivolti a Caritas è aumentato del +48%, con un incremento alto nel Nord Italia (+61,8%).
Tra i poveri in Italia: anziani, stranieri, italiani con lavoro sottopagato
L’età media delle persone accompagnate raggiunge la soglia dei 48 anni; tre anni fa questo valore si attestava a 46 anni. Oltre la metà degli utenti italiani si colloca tra gli over 55, una fascia non del tutto definibile nel novero della terza età, ma preoccupante. Gli stranieri sono oltre il 50% e sono in media più giovani, tra i 18-34 e 35-44. Caritas parla di
due profili di vulnerabilità profondamente differenti: da un lato una povertà italiana sempre più anziana, spesso legata a pensioni insufficienti, solitudine, fragilità sanitarie e precarietà abitativa; dall’altro una vulnerabilità straniera più giovane, frequentemente connessa a condizioni di precarietà lavorativa, lavoro povero, instabilità abitativa e percorsi migratori ancora incompiuti.
L’altra faccia della povertà, nelle età più giovani, si chiama lavoro sottopagato o precario: il 31,7% ha un lavoro ma non riesce a vivere dignitosamente.
Per approfondire:
Report Statistico 2026: “Sempre più poveri, sempre più a lungo”
