Occupazione in crescita, la produzione industriale no

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I dati di giugno diffusi da Istat sono positivi, ma l’età dei lavoratori è più alta

L’occupazione in Italia si conferma in crescita. Il 31 luglio Istat ha diffuso i dati provvisori relativi al mese di giugno, registrando 24 milioni e 326mila occupati e un aumento tra le donne (+0,1 punti), rispetto al mese di maggio. Aumentano i dipendenti permanenti (16 milioni 542mila) e gli autonomi (5 milioni 274mila), mentre diminuiscono i dipendenti a termine (2 milioni 510mila). Il confronto con lo stesso periodo, ma dell’anno precedente è anch’esso confortante: il numero di occupati supera quello di giugno 2024 dell’1,5% (+363mila unità); l’aumento riguarda gli uomini, le donne e chi ha almeno 50 anni.

Nella curva che è stabilmente positiva da diverso tempo, un dato è da segnalare: i 363mila occupati in più derivano da un aumento di 603mila unità tra gli over 50, a fronte di un calo nelle altre fasce d’età: -180mila tra i 35-49 anni, -43mila tra i 15-24, e -17mila tra i 25-34. Su base annua, Istat rileva che il tasso di occupazione diminuisce tra chi ha meno di 50 anni e aumenta tra i 50-64enni. Il tasso di disoccupazione cala in tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni, e quello di inattività aumenta tra i 15-49enni e cala tra chi ha almeno 50 anni d’età. Che si tratti di un buon periodo per gli over 50 o di un effetto dell’invecchiamento della popolazione, per Mattia Pirulli, segretario confederale Cisl,

l’invecchiamento del mercato del lavoro deve entrare con forza nell’agenda politica, perché senza un adeguato ricambio generazionale e una piena valorizzazione delle giovani competenze, sarà difficile far crescere la produttività in modo sostenibile nel medio-lungo periodo.

Pirulli ha osservato che, a fronte dei numeri promettenti dell’occupazione, ci sono altri segnali economici che danno da pensare: la produzione industriale è in calo da due anni, nel comparto della manifattura si fa ancora ricorso dalla cassa integrazione, molti contratti attendono di essere rinnovati. Lo stato della produzione industriale, in particolare, testimonia un’economia ancora troppo orientata sull’export che va riequilibrata.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/in-evidenza/istat-pirulli-loccupazione-continua-ad-aumentare-ma-occorrono-misure-per-sostenere-la-produzione-industriale/

Occupati e disoccupati (dati provvisori) – Giugno 2025