Giovanni Abimelech: Milano dia dignità al lavoro

Giovanni Abimelech

Il discorso in piazza della Scala a Milano del segretario generale Cisl Milano Metropoli

Per Giovanni Abimelech la giornata del primo maggio è stata occasione per pensare a chi “lavora sotto le bombe”. Intervenuto alla fine del corteo a Milano, in piazza della Scala, il segretario generale Cisl Milano Metropoli ha esordito ricordando le condizioni di lavoratori e lavoratrici che, a causa della guerra, “perdono tutto in un istante”. La netta presa di posizione per la pace è stato l’incipit del discorso di Abimelech, per il quale “il primo maggio deve risvegliare le coscienze” e Italia ed Europa devono fare di più per contrastare la guerra.

Le manifestazioni Cgil Cisl e Uil per il primo maggio si sono svolte, quest’anno, sotto il filo conduttore del “lavoro dignitoso”, a cominciare dal ruolo delle nuove tecnologie. Per contrastare il rischio di una riduzione degli occupati, “sostituiti” dall’uso dell’intelligenza artificiale, Abimelech ha invocato più formazione, ha ricordato l’importanza di un quadro legislativo, ma ha anche sottolineato il valore della contrattazione sindacale.

In piazza della Scala, nel cuore del centro storico, Abimelech è tornato a parlare del contesto cittadino. Oggi coloro che lavorano per muovere Milano, come autisti o tramvieri, oppure coloro che si occupano di tenerla pulita, come gli operatori dell’Amsa, ma anche insegnanti e operatori sanitari, non possono permettersi di abitare in città. In una Milano che costa troppo si fa fatica, allora, a trovare personale, mentre c’è chi ha un impiego e comunque resta in difficoltà economiche. Un tempo la dignità si guadagnava con il lavoro, ha detto Abimelech, mentre oggi, in molti casi, un’occupazione, perché povera e malpagata, non basta.

Di nuovo, sui temi della casa e del lavoro il segretario generale Cisl Milano ha sottolineato l’importanza di fare sindacato.

Per approfondire:

https://www.cislmilano.it/dettagli_articolo/12057/Un-Primo-Maggio-milanese-per-il-lavoro-dignitoso