Nelle previsioni di Istat, cambia il rapporto tra i residenti e le persone in età da lavoro
Nel 2050 gli over 65 potrebbero costituire il 34,5% della popolazione. Istat specifica che, al 2025, la quota degli ultrasessantacinquenni è data al 24,7%. Il dato viene dalle previsioni diffuse il 31 agosto e che riguardano la popolazione, le famiglie e le forze lavoro. I residenti sono oggi 58,9 milioni (dati 2025) e fra poco meno di un quarto di secolo, nel 2050, scenderanno a 55 milioni. Le persone in età da lavoro (per Istat, coloro che hanno tra i 15 e i 64 anni) rappresentano il 63,4% del totale; nel 2050 saranno il 55,3%.
Istat dichiara in modo esplicito che questa dinamica porrà
nuove sfide al sistema economico e al welfare.
D’altro canto, nello stesso report l’istituto di statistica si aspetta, per il futuro, un aumento dell’occupazione. Più donne occupate, lavoratori con carriere più lunghe e una pensione in età più avanzata rispetto ad oggi: questo è lo scenario che si intravede, se pur con differenze territoriali. Il tasso di attività femminile, oggi inferiore di circa 18 punti percentuali a quello maschile, salirebbe dal 57,8% del 2025 al 64,2% nel 2050.
Istat avanza anche un’ipotesi di crescita del tasso di attività dei 65-74enni: si passerebbe dall’11,8% odierno al 16,5% nel 2050, viste le accresciute condizioni di sopravvivenza (e salute) e dal “previsto” (dice Istat) spostamento in avanti dell’età pensionabile. In questo caso, il numero di attivi passa da 817mila a 1,2 milioni in tale fascia di età.
Questi incrementi attenueranno gli effetti della progressiva contrazione della popolazione in età dal lavoro, ma non li compenseranno del tutto.
Per approfondire:
Previsioni popolazione residente, famiglie e forze di lavoro – Base 1/1/2025
