Il Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana

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La nota congiunta Fnp e Cisl: passo positivo, ora servono più risorse e servizi

Il Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana, il primo a essere definito in questa modalità, è stato approvato venerdì 2 ottobre dal Comitato interministeriale competente, il Cipa.

Al piano sono stati destinati 1,5 miliardi di euro per il triennio 2025-2027, con l’obiettivo, si legge nella nota del Governo, di rafforzare l’assistenza a domicilio, semplificare l’accesso ai servizi e potenziare il personale sociosanitario. Il piano intende dare un ruolo centrale al Pua, punto unico di accesso, delle Case di comunità. Attraverso il Pua l’anziano potrà ricevere un progetto assistenziale individualizzato sul breve e medio periodo, grazie all’integrazione di più servizi di cura.

Cisl e Fnp Cisl hanno diramato una comunicazione congiunta in cui valutano positivamente il piano e l’intenzione di dare una programmazione specifica per gli anziani fragili e con disabilità gravi. Cisl e Fnp Cisl dicono anche che ora è necessario dare attuazione agli obiettivi annunciati. Ha detto Roberto Pezzani, segretario generale Fnp Cisl:

Ora servono risposte concrete per le persone non autosufficienti e le loro famiglie. Chiediamo di orientare le risorse del Fondo verso servizi domiciliari e territoriali qualificati, definire nel dettaglio i LEPS, i Livelli essenziali delle prestazioni sociali, rafforzare gli investimenti sul personale dei PUA, superare i divari territoriali nell’accesso ai servizi e aumentare le risorse per la non autosufficienza.

Cisl e Fnp chiedono anche di rivedere la Prestazione Universale, attualmente in fase sperimentale fino al 31 dicembre, senza interrompere i trattamenti in corso ma allargando la misura a una fascia più ampia di anziani.

Foto di Guillermo Latorre via Unsplash

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