Come riscattare la laurea e altri periodi di congedo per la pensione

La guida a cura di Massimo Sarzi Sartori

Come riscattare la laurea a fini previdenziali è una delle domande che si pongono, di frequente, neo laureati o professionisti che desiderano avvicinarsi alla data della pensione. Tratta di questo il numero 6/2026 del periodico “Il corriere della previdenza”, a cura di Massimo Sarzi Sartori. Riscattare vuol dire versare in proprio i contributi previdenziali corrispondenti a un dato periodo di tempo – per esempio un percorso di studi – , per poter anticipare la decorrenza della pensione e di ottenerne un importo maggiore.

Secondo la normativa attuale, è possibile riscattare non solo gli studi universitari, ma anche altri periodi di “non lavoro”, come congedi per formazione, particolari casi di sospensione per motivi familiari, aspettative regolate dai contratti.

Tenuto conto che ogni caso deve essere valutato singolarmente, il Corriere della previdenza dà una prima guida sulle tipologie di riscatto, sulle modalità e sulle opzioni del pagamento.
È utile sapere che, una volta calcolata la somma per il riscatto, il lavoratore può versarne anche solo una parte. In questo caso, gli verrà riconosciuto un periodo di copertura contributiva proporzionale all’importo versato. Il lavoratore potrà anche, qualora cambiasse idea, presentare una nuova domanda di riscatto per il periodo mancante.

Per informazioni sui riscatti ai fini pensionistici e approfondimenti previdenziali è sempre possibile rivolgersi a Fnp Cisl e Inas Cisl.

Consulta il numero 6/2026 de Il Corriere della previdenza

pdf_9956_corriere_della-previdenza-n.-6