In una lettera al ministro della Salute, Orazio Schillaci, la Fnp chiede nuove regole per i documenti che, oggi, possono costare anche 150 euro
Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl nazionale, ha fatto recapitare al ministro della Salute, Orazio Schillaci, una lettera che chiede di rivedere l’accordo collettivo con i medici di famiglia e, in particolare, le regole per i certificati medici introduttivi propedeutici per il riconoscimento dell’invalidità. L’auspicio è che i certificati diventino gratuiti o, quantomeno, che si arrivi a un prezzo unico calmierato per un documento che attualmente può costare fino a 150 euro.
Il segretario generale Fnp Cisl ricorda che, secondo il decreto ministeriale del 12 gennaio 2017, gli accertamenti e l’attività certificativa medico legale nell’ambito della disabilità rientrano nei livelli essenziali di assistenza. La gratuità, quindi, dovrebbe essere già presente ma, scrive Didonè, l’Accordo collettivo nazionale dei medici di Medicina generale non ha recepito quanto indicato dal decreto. I certificati introduttivi per l’invalidità sono rilasciati dal medico in regime di libera professione e, oltre al costo, essendo soggetti a fattura sono anche gravati dall’Iva. Dichiara Didonè:
I nostri pensionati ci segnalano che, per ottenere dal medico di medicina generale il ‘certificato medico introduttivo’ obbligatorio per far partire l’iter, sono costretti a pagare un importo che, da regione a regione, varia dai 50 ai 150 euro (…)
Auspichiamo quindi – conclude Didonè – che Ministero, Regioni e medici trovino una soluzione di buonsenso, capace di non aggravare ulteriormente la condizione economica di coloro che già hanno una forma più o meno grave di disabilità con la quale, purtroppo, devono convivere quotidianamente.
