Il ministero della salute: decessi più numerosi tra i 75 e i 79 anni
Nel novero degli annegamenti rilevati da Istat dal 2019 al 2023, 135 decessi si sono verificati nella fascia di età tra i 75 e i 79 anni. È il numero più alto, seguito dai 120 casi di anziani tra i 70 e i 74 anni e i 105 tra gli 80 e gli 84 anni. Istat rileva, inoltre, 91 annegamenti tra i 65 e i 69 anni; 97 tra i 50 e i 54 e sottolinea, del resto, che gli incidenti fatali in acqua sono frequenti in tutte le fasce di età. I dati figurano nell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione, a cura del ministero della Salute.
In media, ogni anno muoiono circa 300 persone in mare, nelle piscine o presso laghi e fiumi. Il fenomeno richiama l’attenzione soprattutto d’estate, ma non basta una lettura episodica delle notizie per comprenderlo. Recenti casi di cronaca hanno coinvolto bambini e in alcuni casi persone di origine straniera: per Istat, però, gli italiani morti annegati sono l’82% e gli stranieri il 18%. Il numero dei decessi riguarda principalmente la popolazione maschile, con 1.244 casi e una media annua di 249 decessi. Fra le donne sono stati riportati 281 casi, con una media annua di 56 decessi.
Perché si annega
Dato che Istat non riporta le cause di annegamento, l’Osservatorio ha condotto una seconda indagine sugli organi di stampa, per il biennio tra il 2024-2025, successivo, quindi, a quello dei dati Istat. I decessi osservati sono 600.
La maggior parte degli annegamenti è avvenuta in mare (281) e nelle acque interne come fiumi, laghi, canali (277 annegamenti). 37 casi si sono verificati nelle piscine e hanno coinvolto principalmente bambini e adolescenti.
La causa principale è il malore ed è quello che è accaduto più spesso agli over 65, che rappresentano un buon 30% delle vittime. Seguono le cadute, il movimento ostacolato dalla corrente di ritorno, il mare mosso.
Consigli per evitare rischi
L’’indagine sottolinea il rischio di comportamenti imprudenti quali i tuffi, in acque delle quali non si conoscono la profondità e il fondale; il mancato rispetto di divieti di balneazione e della “bandierina rossa”; le distrazioni, anche per pochi minuti, dei genitori nei confronti di minori; le condizioni di sicurezza delle piscine turistiche.
Lo studio si conclude con dieci consigli utili per fare i bagni in sicurezza. Per gli anziani, in particolare i consigli sono:
- limitare le prestazioni faticose,
- evitare di immergersi in acqua in condizioni di mare sfavorevoli,
- consultare il proprio medico per consigli sui comportamenti da adottare in caso di patologie.
