Itinerari Previdenziali: adeguare il sistema al nuovo scenario

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Che cosa dice il rapporto presentato il 14 gennaio

Itinerari Previdenziali ha presentato ieri alla Camera dei deputati il consueto rapporto sulle pensioni. La tredicesima edizione, dal titolo “Il bilancio del sistema previdenziale italiano. Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2024” ha messo in evidenza due aspetti: il sistema regge, ma a fronte della situazione economica, sociale e demografica attuale e futura impone dei cambiamenti.

La spesa previdenziale nel 2024 è stata di 286,14 miliardi, in aumento del 18,73 rispetto al 2023. Nota positiva: l’aumento degli occupati e l’incremento delle retribuzioni hanno fatto crescere anche le entrate contributive, arrivate a 260,59 miliardi. Il rapporto attivi/pensionati raggiunge quota 1,4758, meglio degli anni scorsi. Il saldo previdenziale passa dai -30,72 miliardi del 2023 ai -25,55 dell’ultima rilevazione.

I pensionati – intesi come cittadini che percepiscono una prestazione, previdenziale o assistenziale – sono 16.305.880. Su 3,58 residenti italiani, almeno uno è pensionato.

Itinerari Previdenziali: serve un approccio diverso

Rifuggendo da allarmismi e narrazioni inesatte, il rapporto indica che il sistema previdenziale non sta per crollare, ma dice soprattutto dell’altro. Ad essere aumentata negli anni, è stata, infatti, la spesa assistenziale: quel complesso di prestazioni che a volte si aggiungono a una pensione esigua o che coprono altri bisogni sociali.
In tutto, nel 2024 sono andate in pagamento 23.015.011 prestazioni: 17.757.257 erano Ivs –  invalidità, vecchiaia o superstite – ; 4.644.565 pensioni assistenziali Inps; 613.189 prestazioni indennitarie Inail. Le prestazioni di natura assistenziale risultano in aumento del +2,30% rispetto all’anno prima.

Secondo il rapporto, la commistione tra previdenza e assistenza, oltre a trarre in inganno sulla sostenibilità del sistema, si intreccia con più fenomeni: la maggiore aspettativa di vita degli italiani, con il perdurare di pensioni in essere (vedi grafico in alto ) , la spinta verso le pensioni anticipate. Lo stesso welfare appare sbilanciato verso un approccio di mera assistenza, mentre incide meno su ambiti che potrebbero stimolare cambiamenti sul lungo periodo, come scuola e sviluppo economico.

Il rapporto suggerisce allora che, per il futuro, servono scelte coerenti con l’andamento demografico, meno assistenzialismo, politiche attive per il lavoro.

Per approfondire:

Pensioni, il sistema è sostenibile ma servono politiche attive per il lavoro, meno assistenzialismo e scelte coerenti con la demografia