Le osservazioni enunciate da Ignazio Ganga presso le Commissioni competenti il 4 novembre
L’audizione Cisl sulla legge di bilancio del 2026 è un documento di 26 pagine, accessibile a tutti, dal sito web nazionale del sindacato. Martedì 4 novembre Ignazio Ganga, segretario confederale, ha esposto le osservazioni contenute nel documento presso le Commissioni congiunte bilancio di Camera e Senato.
Come già evidente dalle dichiarazioni alla stampa, più volte espresse dalla segretaria generale Daniela Fumarola, la Cisl ha espresso sulla manovra un giudizio “articolato”, che comprende note positive, ma anche critiche.
Ganga ha osservato che, nelle dimensioni quantitative (0,8% del Pil, 18,7 miliardi), la legge di bilancio è la manovra più piccola dal 2014. Si sente la necessità di contenere il deficit e di risanare le finanze pubbliche, e, si legge nell’audizione, tra gli obiettivi condivisibili viene segnalata, prima di tutto, la riduzione dell’Irpef.
La Cisl è, invece, contraria alla rottamazione delle cartelle esattoriali: è un incentivo per chi evade, mentre la lotta all’evasione fiscale dovrebbe essere considerata come una strada per recuperare finanze.
Alla sanità la manovra destina risorse per il 2,6% del Pil. Il Fondo Sanitario nazionale viene incrementato di 2,400 miliardi per l’anno 2026 e di 2,650 a decorrere dall’anno 2027. Tuttavia, per la Cisl è un risultato ancora insufficiente rispetto alle prospettive demografiche e sociosanitarie del Paese.
L’audizione ripercorre nel merito alcuni articoli della legge di bilancio, osservando, in diversi casi, che si potrebbe fare di più. La richiesta della Cisl è di andare verso soluzioni strutturali, che incidano più chiaramente sul lungo periodo, per esempio su Ape sociale o sulla riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi nelle accise sui carburanti.
Negative sono le valutazioni della Cisl sulle misure della manovra relative alle pensioni.
L’audizione vede con favore il fondo di 1,15 milioni nel 2026 e 207 milioni, a decorrere dal 2027 a favore del riconoscimento e della valorizzazione del lavoro sociale dei caregiver; questo fondo, però, sembrerebbe dedicato ai soli caregiver “di persone con disabilità” e, se così fosse, escluderebbe chi accudisce gli anziani.
