Si pensi alla migrazione non come a un’emergenza, ha detto Sauro Rossi. In Italia 5,4 milioni di stranieri
Ai migranti bisogna pensare in una prospettiva di lungimiranza, inclusione e giustizia sociale. Questa è la posizione divulgata dalla Cisl il 18 dicembre, quando, per la ricorrenza della Giornata internazionale dei migranti, è stato presentato il rapporto “Conoscere per includere”, a Villa Rubin, a Roma. Si tratta dell’indagine statistico-demografica curata dall’Organismo Nazionale di Coordinamento per le Politiche di Integrazione (Onc), presieduto dal consigliere Rosario Valastro. Il rapporto è stato approvato dall’Assemblea del Cnel.
I numeri: al primo gennaio 2025, erano 5,4 milioni di stranieri residenti in Italia, il 9,2% della popolazione complessiva. 2 milioni sono gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana.
Anche se l’arrivo di uomini e donne d’oltreconfine non compensa del tutto la denatalità nelle famiglie italiane, le migrazioni, si legge nel rapporto, fanno da “ammortizzatore” al calo demografico e assumono un ruolo importante dal punto di vista economico.
Sauro Rossi, segretario confederale della Cisl, ha osservato che la migrazione non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale, da gestire con sapienza e lungimiranza:
I lavoratori migranti rappresentano una componente essenziale della nostra economia e della nostra società: contribuiscono alla crescita del Paese nei settori della cura, dell’agricoltura, della logistica, dell’edilizia e dei servizi. Anche per questo devono vedere riconosciute dignità ed importanza nel mondo del lavoro e scongiurate le forme di marginalizzazione nell’ambito sociale.
Servono politiche europee e nazionali
Il numero più alto di migranti proviene dalla Romania, con circa 1,73 milioni di residenti; dall’Albania sono giunti, invece, 416 mila persone e dal Marocco 412 mila. Eterogenea è la distribuzione dei migranti sul territorio: in Lombardia si attesta il 22,9% degli stranieri, nel Lazio il 12,2%, in Emilia-Romagna (10,7%), mentre nelle regioni del Sud Italia la presenza è più bassa.
Sulle politiche da mettere in atto in tema migrazione, ha detto Sauro Rossi:
La Cisl chiede politiche europee e nazionali che, superando approcci puramente securitari, rafforzino i canali legali e sicuri di ingresso, favoriscano la formazione e la qualificazione professionale sia in fase di pre-partenza che dopo l’arrivo nel Paese ospitante e garantiscano, come base fondamentale d’integrazione, condizioni di lavoro sicure e dignitose. Vanno quindi introdotte procedure di regolarizzazione dei lavoratori migranti permanenti e continuative e superate formule come quelle del click-day.
