La Cisl chiede di irrobustire canali di migrazione legali e di non affidarsi a soluzioni di emergenza
Le immagini dei migranti in arrivo a nuoto a Ceuta sono da alcuni giorni al centro dell’attenzione dei media, dell’opinione pubblica e della politica. Dell’approdo di più di 50 mila persone di origine marocchina a Ceuta – la gran parte riportati indietro, 88 morti in mare – ha parlato già il 31 luglio Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl, invocando una risposta non dettata da logiche di emergenza.
Fumarola ha detto che l’immigrazione è una delle questioni nevralgiche per il futuro dell’Europa. Gli approcci ideologici non sono utili, piuttosto serve una strategia condivisa, che guardi al dialogo tra l’Unione europea, i Paesi di origine dei migranti e di transito.
Non è la prima volta che la Cisl si esprime sul nodo delle migrazioni appellandosi a una riflessione lucida, in relazione al contesto nazionale e internazionale e attenta ai valori della solidarietà umana. Per Fumarola
serve irrobustire canali di migrazione legali e governati, a partire da quelli legati al mondo del lavoro, per accompagnare un processo di trasformazione che non può essere fermato ma gestito nella responsabilità. Lavoro e formazione rappresentano la prima grande infrastruttura della legalità e dell’integrazione. Per questo devono essere posti al centro di nuove e partecipate politiche migratorie capaci di coniugare sviluppo, sicurezza e diritti, salvaguardando la vita e la dignità di ogni persona.
Per approfondire
https://www.conquistedellavoro.it/global/tre-quarti-rientrano-in-marocco-1.3355621
https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/ceuta-lassedio-che-non-ce_111570
