Fumarola: una promessa di parità non del tutto compiuta
Il ruolo delle donne nella società, 80 anni dopo la conquista del diritto di voto, è cresciuto, ma non ha ancora raggiunto il traguardo della piena parità e cittadinanza. È stata la stessa leader della Cisl, Daniela Fumarola, a ricordarlo ieri, in occasione della festa della Repubblica, in un intervento pubblicato sul quotidiano Avvenire. Nel celebrare lo storico anniversario del 1946, sono i dati sul lavoro, sull’istruzione, sulle condizioni economiche delle donne a testimoniare il gender gap. Le donne italiane, osserva Fumarola, sono mediamente più istruite degli uomini, ma in Italia la loro partecipazione al mercato del lavoro è la più bassa d’Europa.
Come confermano i dati Istat e come testimoniano molte esperienze all’interno dei Coordinamenti donne e delle politiche di genere della Fnp, le donne mediamente sono meno presenti in ruoli professionali apicali; hanno carriere discontinue, segnate dalle interruzioni della maternità, ma anche dal lavoro di cura dei genitori anziani; accettano spesso il part-time per necessità, ma con una conseguente disparità di reddito, che porta a pensioni più basse rispetto a quelle maschili.
Eppure, osserva Fumarola, ridurre il divario di genere non è solo una questione di diritti, ma un fattore determinante per assicurare una maggiore crescita economica e sociale del Paese:
(…) servono scelte coraggiose. Più asili nido e servizi educativi. Un sistema di assistenza alla non autosufficienza capace di alleggerire il carico familiare. Maggiore trasparenza retributiva. Contrattazione orientata alla qualità del lavoro e alla conciliazione. Investimenti nelle competenze, soprattutto nei settori scientifici e tecnologici.
Quando cresce il lavoro femminile cresce il Paese. Crescono i redditi delle famiglie, la sostenibilità del welfare, la capacità di innovare e di competere. Cresce la coesione sociale e la libertà delle persone.
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