Intelligenza artificiale: l’audizione Cisl in Senato

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Fumarola: governare la transizione, lavorare su partecipazione e formazione

Di intelligenza artificiale si è parlato ieri, il 28 luglio, nell’audizione Cisl presso l’8ª Commissione del Senato, in merito allo schema di decreto attuativo della legge n. 132 del 2025 e in riferimento all’AI Act europeo. Il decreto (Atto del Governo n. 421) andrebbe a completare l’adeguamento dell’ordinamento italiano all’AI Act europeo entro il 10 ottobre 2026, mentre alcuni punti della normativa europea sono già in vigore e altri – in particolare sulla vigilanza – scatteranno dal 2 agosto.

L’audizione Cisl ha posto l’accento su un tema già ribadito in passato: una governance dell’evoluzione tecnologica che non trascuri i diritti dei lavoratori.
Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl, ha salutato con favore l’impegno legislativo italiano, dato che l’Italia è tra i primi Paesi in Europa a dotarsi di una normativa specifica sulla questione. Ha chiesto, al tempo stesso, che nello schema di decreto ci sia riferimento esplicito alla legge n. 76 del 2025 sulla partecipazione dei lavoratori. I guadagni di produttività generati dall’intelligenza artificiale devono essere accompagnati dal coinvolgimento diretto e indiretto delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

Sotto osservazione, per la Cisl, è il fatto che la valutazione della prestazione professionale non può essere delegata al solo algoritmo e che deve essere previsto un rinvio chiaro alla contrattazione collettiva, nazionale e decentrata. Ad oggi, inoltre, mancano stanziamenti per sostenere la formazione professionale.

Ha detto Fumarola:

il rischio è che l’intelligenza artificiale accentui divari e disuguaglianze, anziché generare nuove opportunità. L’obbligo di informazione va esteso a tutti i casi in cui sistemi di intelligenza artificiale applicati all’organizzazione e gestione del lavoro e la responsabilità per il loro impiego non deve ricadere solo sul datore di lavoro, ma sull’intera catena degli appalti.

Foto di Andres Siimon via Unsplash

Per approfondire:

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