In visita alla chiesa di Santa Maria presso San Satiro con il Coordinamento donne e delle politiche di genere
Si è svolta giovedì 14 maggio la visita culturale alla chiesa di Santa Maria presso San Satiro, in via Torino a Milano, organizzata dal Coordinamento donne e delle politiche di genere Fnp Cisl Milano Metropoli, guidata dal professor Matteo Galli, organista titolare della chiesa. Ha visto la partecipazione di circa 15 persone, insieme alla segretaria Giovanna Muselli.
La chiesa di Santa Maria presso San Satiro fu costruita alla fine del 1400, inglobando il sacello di San Satiro, per volontà del duca Gian Galeazzo Sforza, con l’obiettivo di rinnovare le arti del ducato con nuove forme rinascimentali. A questo scopo venne chiamato Donato Bramante. Architetto e pittore, Bramante intraprese uno studio prospettico per dare spazio all’abside e conferire il giusto valore al quadro in essa contenuto, la Madonna con bambino. Bramante lavorò su uno spazio di 0,97 metri, creando un rilievo prospettico di 9,7 metri, 10 volte maggiore. Per chi guarda, l’inganno “ottico” è di una lunga navata che si risolve man mano che si procede verso l’abside.
La chiesa è un complesso architettonico di tre luoghi:
- il sacello di San Satiro (fratello di San Ambrogio) dell’VIII° secolo. È una piccola chiesa che custodisce l’opera in cotto di Agostino de Fondulis “il compianto”, perfettamente conservata.
- La chiesa di Santa Maria, costruita attorno al sacello per dare valore al quadro della Madonna col bambino. L’opera era un tempo conservata nel sacello. Nel 1242 un mercenario, Mossazio da Vigolzone, in stato di ebrezza, la colpì con un pugnale il quadro e il collo del bambino prese a sanguinare. Il quadro diventò oggetto di culto, importante a tal punto che Gian Galeazzo Sforza decise di far costruire una chiesa in onore di Maria.
- La sacrestia del Bramante luogo sacro che custodisce e prepara il sacro e nell’800 diventa battistero ancora oggi utilizzato.
Questa chiesa parrocchiale conta circa 400 parrocchiali ed è visitata da circa 400.000 visitatori all’anno.
La visita ha suscitato molto interesse anche per la bravura del professor Galli. Galli ha saputo raccontare la storia di questa bellissima chiesa, a molti ancora sconosciuta ma che vale la pena di ammirare, per l’effetto prospettico, quasi magico, che si rivela via via che si arriva di fianco all’altare.
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