Il virus West Nile è stato riscontrato alcuni giorni fa, in due pazienti lombarde, una signora di 38 anni a Milano e una di 66 anni a Pavia. La notizia è un segnale del sistema di sorveglianza intrapreso, anche nella nostra regione e conferma quello che gli esperti avevano già ricordato: il virus è endemico in Italia, la zanzara che lo veicola è conosciuta, il monitoraggio è attivo. I singoli casi di contagio richiamano l’attenzione, ma le informazioni del ministero della Salute ricordano che l’infezione dal West Nile, per la maggior parte delle persone, non dà nessun sintomo.
Tuttavia, il primo comportamento di prudenza da adottare è prestare un’attenzione più consapevole a proteggersi dalle punture di zanzare. Chi ha giardini o cortili può evitare che si formino occasioni di depositi di acqua stagnanti, svuotando i sottovasi, tenendo rovesciati o coprendo secchi e contenitori che stanno all’aperto. I pesci nelle vasche dei giardini aiutano, perché mangiano le larve e se è poi compito delle istituzioni provvedere alla disinfestazione dei parchi e delle città, in casa la nostra prima difesa è installare delle zanzariere.
Molte specie di zanzare sono attive all’alba e al tramonto e in queste fasce orarie è più importante proteggersi, con repellenti cutanei, se si trascorrono ore all’aperto. Indossare scarpe chiuse e calzini è una buona idea, perché, stando ad alcuni studi, le caviglie sono uno dei punti più amati dalle zanzare.
Non ci sono studi scientifici validati sui criteri di scelta degli insetti, che sembrano preferire alcuni soggetti al posto di altri. Alcune ricerche ipotizzano che il sudore e alcuni profumi attirino le zanzare; che bere alcool e birra, in particolare, tende a modificare gli odori emanati dal corpo; che siano più soggetti bambini e donne in gravidanza. Le zanzare, infine, sembrano più attirate da colori scuri come nero, rosso, grigio e blu.
Per approfondire:
https://www.unisr.it/news/2018/7/perche-zanzare-pungono-solo-alcune-persone-lo-spiega-dermatologo
