25 aprile 2023: in 100 mila in corteo a Milano

Luigi Sbarra: ricordiamo con forza i valori della Resistenza. Non c’è libertà senza lavoro

Il 25 aprile 2023 più di 100 mila persone hanno manifestato a Milano per la festa della Liberazione. Un lungo corteo si è mosso da Porta Venezia nel primo pomeriggio e si è concluso dopo le cinque e mezza; quando gli ultimi manifestanti raggiungevano piazza Duomo i discorsi dei relatori sul palco si erano già conclusi. In corteo tante bandiere, molti cittadini, tanti iscritti alle diverse categorie Cisl e pensionati della Fnp. Con la Fnp ha sfilato per un tratto anche Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl nazionale, insieme ai segretari di Fnp Cisl Lombardia e di Fnp Cisl Milano Metropoli.

Sul palco diversi interventi – fra gli altri, il sindaco di Milano Beppe Sala, il presidente Anpi Gianfranco Pagliarulo – hanno ribadito l’importanza di dichiararsi, in modo esplicito e consapevole, aderenti all’antifascismo e ai valori della Resistenza.

Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, ha detto:

“Oggi, 25 aprile, ricordiamo chi ebbe il coraggio di mettere in gioco la propria vita per la liberazione del Paese: civili e soldati, religiosi, donne, contadini, artigiani, studenti e operai. È a loro che va il nostro grazie. (…) È un legame strettissimo, inscindibile, quello che lega la Resistenza e l’antifascismo alla Repubblica e alla Costituzione (…) “nella Resistenza, nei suoi valori, in quella pagina di rinascita civile e morale, che affonda le sue radici la nostra Repubblica”.

“Guai a dire che ci fu un fascismo buono fino al 1938 e uno che si fece poi improvvisamente soggiogare dal nazismo. Già da lunghi anni il nostro Paese non conosceva più la libertà, cosa poter pubblicare e leggere, a quale partito o sindacato aderire, quale pensiero poter esprimere. La Resistenza fu vera, grande guerra di liberazione”.

Il segretario generale Cisl ha aggiunto che “non c’è libertà senza lavoro”:

“La nostra Resistenza, i suoi valori, il suo spirito devono guidarci anche oggi: ai mali della guerra vanno contrapposti i valori della pace, della libertà, del lavoro che è il fondamento non solo economico, ma anche sociale e morale della Repubblica”.