Dati Caritas, in aumento povertà sanitaria e povertà negli anziani

dati Caritas

Dal rapporto sui centri di ascolto nei territori, i numeri di un disagio che coinvolge anche i working poor

I dati Caritas diffusi il 16 giugno sulla povertà in Italia comunicano uno scenario preoccupante. I tanti volti della povertà comprendono il disagio abitativo, i problemi di chi ha un lavoro, ma è comunque in difficoltà economica, le persone che rinunciano alle cure sanitarie. Nei 3.341 centri di ascolto e servizi Caritas hanno chiesto aiuto, nel 2024, 277.775 persone, il 3% in più rispetto al 2023, il 62,6% rispetto al 2014.
L’età media è di 47,8 anni e aumentano le persone in difficoltà e avanti negli anni: se nel 2015 gli over 65 erano solo il 7,7%, oggi rappresentano il 14,3% (il 24,3% tra gli italiani). Le famiglie con figli sono 63,4% degli assistiti. Il 47,9% è disoccupato, ma c’è un’allarmante quota 23,5% di lavoratori poveri. Tra i 35-54enni la percentuale dei working poor supera il 30%.
I numeri della Caritas rispecchiano la situazione italiana già descritta da Istat. Secondo l’istituto di statistica di 5 milioni e 694 mila persone vivono una condizione di povertà assoluta.

Nei dati Caritas le facce della povertà

Si è poveri in tanti modi diversi, suggerisce la Caritas, ma quando il problema è la casa si vive il disagio maggiore. Tra le persone che si rivolgono ai centri ascolto, per il 22,7% si tratta di persone senza casa, senza tetto, ospiti nei dormitori, in condizioni abitative insicure o inadeguate. Il 10,3% presenta difficoltà legate alla gestione o al mantenimento di un alloggio (per lo più rispetto al pagamento di bollette o affitti).
La povertà sanitaria è un altro dei fenomeni in crescita. Nel campione che chiede aiuto alla Caritas, il 15,7% delle persone che manifesta vulnerabilità sanitarie, a volte con richiesta di farmaci, visite mediche o sussidi per prestazioni sanitarie.
Istat ricorda che, in Italia, 6 milioni gli italiani, cioè il 9,9% della popolazione, hanno rinunciato a prestazioni sanitarie essenziali per costi o attese eccessive.

Secondo la nota Caritas, il profilo di chi ha bisogno si è trasformato, riflettendo una povertà definita “trasversale”, spesso non intercettata o adeguatamente supportata dal welfare.

Per approfondire:

https://www.caritas.it/category/studi-e-ricerche-2025/