Dopo l’incontro con i sindacati, l’ordinanza regionale tutela i lavoratori più esposti
Lo stop ai lavori all’aperto nelle ore più calde del giorno arriva anche in Lombardia. Dopo l’incontro con Cgil, Cisl e Uil di lunedì 30 giugno, la Regione ha firmato l’ordinanza che entra in vigore dal 2 luglio fino al 15 settembre. Per salvaguardare la sicurezza di chi è più esposto al sole, nei giorni in cui le condizioni meteo sono segnalate a rischio, scatta l’imposizione della pausa: nei cantieri edili, nei campi, nelle cave, nel settore del florovivaismo, non si lavora dalle 12.30 alle 16. Il sito di riferimento, per definire i giorni in cui vige il divieto, è www.worklimate.it.
Lo stop non si applica agli interventi di pubblica utilità, protezione civile o salvaguardia dell’incolumità pubblica; non vale per le pubbliche amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio e i loro appaltatori.
Roberta Vaia, segretaria regionale Cisl Lombardia, ha commentato il provvedimento:
(..) Già lo scorso anno avevamo lanciato l’allarme: serve programmare per tempo, perché il caldo estremo non è più un’eccezione, ma una condizione che si ripresenta puntualmente. Il lavoro delle Ats è prezioso, ma da solo non basta. Serve un protocollo di gestione condiviso, costruito insieme a istituzioni e parti sociali. Ma per farlo, bisogna muoversi prima, non quando siamo già in piena emergenza. Oggi, purtroppo, siamo costretti a ricorrere a misure drastiche. Non ci entusiasmano, ma sono necessarie, perché lavorare in queste condizioni è pericoloso: il caldo mette a rischio la salute e aumenta il rischio di infortuni. Per questo, riteniamo giusta e inevitabile l’ordinanza emessa a inizio luglio. Ribadiamo l’importanza di affiancare all’ordinanza strumenti concreti di sostegno al reddito, da introdurre a livello nazionale. (…)
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