Attenzione alla scadenza del 31 ottobre, per la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo nel caso di cumulo con la pensione
A coloro che hanno deciso di lavorare dopo la pensione è dedicato l’approfondimento pubblicato sul web dalla Fnp nazionale. Per alcuni di loro, la data da tenere a mente è il 31 ottobre 2025, la scadenza per presentare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo.
Inps specifica le regole per gestire il cumulo della pensione con il reddito da lavoro. I titolari di pensione con decorrenza compresa entro il 2024, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, sono tenuti a dichiarare questi redditi, per quanto riguarda il 2024, entro la fine del mese di ottobre. Inps precisa che, nei casi in cui non c’è il divieto di cumulo, la presentazione non è dovuta, come per i titolari di pensione di vecchiaia, i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo e altri casi.
Secondo Istat, già per quanto riguarda il 2023, il 10,8% dei pensionati tra 50 e 74 anni ha dichiarato di aver lavorato anche dopo aver iniziato a percepire una pensione. Sarebbero circa 712mila individui. Tra coloro che hanno continuato a lavorare subito dopo aver ricevuto la pensione (il 9,4% dei pensionati), più della metà (51,7%) ha detto di averlo fatto principalmente per soddisfazione personale e per continuare a essere produttivo nella società in cui vive. Ci sono, però, anche i pensionati che continuano a lavorare per motivi economici e sono il 29,7%.
L’abitudine a lavorare da pensionati cambia in base all’età – tra 50 e 59 anni la percentuale è del 18,6%, fra i 70 e 74 anni è al 10% – e al grado di istruzione – il 7,2% tra i meno istruiti, l’11% tra coloro che hanno la licenza media inferiore o il diploma superiore, il 16,7% tra i laureati. Il lavoro post-pensione è più diffuso tra gli uomini (14,8%) rispetto alle donne (6,0%).
Foto di Vitaly Gariev via Unsplash
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