Il presidente Mattarella all’incontro “Osare la pace-Religioni e Culture in dialogo”

Mattarella 26 ottobre 2025

Nel suo discorso un nuovo invito a non usare la forza e la pretesa di dominio nelle relazioni fra i popoli

Il presidente Mattarella ha partecipato, domenica 26 ottobre, alla giornata di apertura dell’incontro internazionale per la pace dal titolo “Osare la pace-Religioni e Culture in dialogo”, a cura della Comunità di Sant’Egidio, a Roma. Il suo discorso ha avuto, ancora una volta, come focus la pace, in linea con gli obiettivi dell’evento e con diversi riferimenti all’attuale scenario geopolitico. Mattarella ha rilevato che, oggi, la forza pretende nuovamente di essere misura delle relazioni internazionali. Ha posto l’attenzione su una forma di nazionalismo, che si oppone ad altri nazionalismi e considera gli altri popoli come nemici. Prepotenza, violenza, pretese di dominio si fanno strada in un contesto in cui il dialogo e, il riconoscersi tra i popoli come eguali sono negati.

Per Mattarella

(…) Mentre, alla parola “dialogo”, viene attribuito, anziché il carattere della fortezza, il segno di una debolezza, di una remissività. Le azioni di forza e i “fatti compiuti” pretendono di assumere la natura di situazioni definitive, mentre non sono che la premessa dell’esplodere di future contrapposizioni. È doveroso contrastarle. Con insensatezza e, ancor più, con cinismo, il “costo”, anche in vite umane, della guerra viene spesso percepito dai belligeranti come inferiore a quello della pace. Chiediamoci: cosa induce a usare immani risorse per bruciarle sull’altare della guerra e non, invece, per costruire la pace? Occorrono cambiamenti radicali nella mentalità e nella condotta prescelte.

Citando gli accordi sul conflitto a Gaza, il presidente Mattarella ha ricordato che la pace richiede sforzi di perseveranza, di lavoro di mediazione, di assunzione di responsabilità. Importanti possono essere le forze dei cosiddetti peace-maker, che intrecciano relazioni tra le comunità e in conflitto, e dei peace-keeper, che aiutano a proteggere le persone e a mantenere il cessate il fuoco; ha menzionato, poi, anche il ruolo di istituzioni, diplomazie e facilitatori di pace. Non a caso all’incontro era stata invitata anche Kondo Koko, “Hibakusha”, sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima. Mattarella ha paventato il rischio che i ricordi di tragedie, come quella dell’ultima guerra mondiale, si indeboliscano e che “persino quello che fu uno spartiacque nella storia, appare oggi in discussione“.

Per approfondire

https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/mattarella-lavorare-per-la-pace-1.3352046

https://www.quirinale.it/elementi/143530