L’assemblea del 18 febbraio con i sindacati, in attesa del progetto – lontano – della Casa di comunità di via Betti
La zona del gallaratese a Milano ha bisogno di presidi di sanità territoriale. Mercoledì 18 febbraio, nel pomeriggio, presso la cooperativa Labriola in via Falck 51, i cittadini hanno incontrato Cgil, Cisl e Uil e Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil sulle Case di comunità previste nell’area Nord Ovest di Milano, nel Municipio 8. L’attesa struttura di via Betti, inizialmente nel programma finanziato dal Pnrr, è stata inserita tra quelle che saranno realizzate da Regione Lombardia dopo la scadenza del Piano nazionale. I lavori non sono ancora partiti, perché il terreno sul quale sorgerà l’edificio deve essere sottoposto a una bonifica.
Tanti gli interventi dei partecipanti all’assemblea, che hanno ribadito le esigenze di salute del quartiere ai relatori: con Melissa Oliviero di Cgil Milano, c’erano Silvano Maggi e Michele Lomonaco per lo Spi Cgil, per la Cisl c’era Roberta Ferrante e per la Fnp moderava l’assemblea Massimo Zuffi. Al tavolo anche Antonio Rumoro per la Uilp Uil, mentre in sala erano presenti diversi pensionati e attivisti della Fnp.
Come ha spiegato Melissa Oliviero, il gallaratese è fra i quartieri con l’età media più alta in città. Densamente popolato, ha visto in questi anni un’ulteriore crescita dovuta alla nuova area di Cascina Merlata. La zona, per quanto attraversata dalla linea metropolitana rossa, è distante dalle aree più servite del centro storico. Di fronte alla consapevolezza che la struttura di via Betti – che è richiesta a gran voce dai residenti e per la quale si è costituito un comitato – non sarà pronta in tempi brevi, i sindacati avanzano una proposta: potenziare il poliambulatorio di via Quarenghi, già attivo e conosciuto dai cittadini, per offrire, almeno in via temporanea, tutti i servizi che dovrebbe prevedere una Casa di comunità.
In conclusione Roberta Ferrante ha ricordato le mobilitazioni degli anni scorsi per la struttura di via Masaniello e tutti hanno sottolineato l’importanza di perseverare nelle rivendicazioni per servizi sanitari vicini ai residenti, nei tavoli di interlocuzione con le istituzioni e nelle iniziative cittadine.
