Assistenza agli anziani: lo studio di Cergas Bocconi

Anziani

Nel rapporto sulla Long Term Care, lo stato dei servizi socio-sanitari e il bisogno di più integrazione

Di assistenza agli anziani e della necessità di una maggiore integrazione socio-sanitaria si è occupato l’ultimo rapporto a cura di Cergas Bocconi. “Il settore Long Term Care tra connessioni, interdipendenze e necessità di integrazione” è il titolo dello studio, realizzato con il contributo di Essity. Dati Istat, oltre a una survey sui gestori, sono le fonti dello studio che rileva subito, però, l’assenza di un sistema informativo integrato che permetta di associare, in modo univoco, a ciascun beneficiario il numero e la tipologia di prestazioni di cui usufruisce. Se alcuni numeri sono da considerarsi, quindi, una stima, Cergas Bocconi ricorda che gli anziani non autosufficienti sono circa 4.027.488. Tra il 2021 e il 2023 la popolazione over 65 non autosufficiente è cresciuta dell’1,7%. In questo quadro, nelle Rsa trovano posto, sempre più di frequente, ospiti con una salute compromessa: hanno un’età media di 84,5 anni, restano in casa di riposo circa un anno e, per molti di loro, la Rsa coincide con la dimora che li accompagna nel fine vita.

Assistenza agli anziani: aumenta l’Adi, manca l’integrazione

Rispetto agli anni della pandemia, ci sono alcuni numeri incoraggianti come la crescita dei servizi semi-residenziali e le ore di assistenza domiciliare integrata (Adi) che, in particolare, sono aumentate dell’11%. Come suggerisce lo studio, peraltro, le “interdipendenze”, cioè le situazioni in cui più enti e soggetti – dal Servizio sanitario agli assistenti sociali, sino alla casa di riposo – ruotano attorno all’utente e lavorano in sinergia, appaiono ancora agli esordi.

Una nota della Fnp nazionale, a cura di Mimmo Di Matteo, segretario nazionale, osserva:

(…) il sistema non riesce a garantire una continuità assistenziale adeguata: gli anziani tendono a usare molto i servizi ospedalieri prima dell’ingresso in Rsa, ma poi non vi accedono più una volta ricoverati in struttura. Questo perché manca un efficace collegamento tra i servizi ospedalieri (o altri rilevanti, anche territoriali) e le Rsa, che spesso devono gestire autonomamente le criticità cliniche degli ospiti e l’evoluzione dei loro bisogni.

Consulta il rapporto Cergas Bocconi

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