Contro l’evasione fiscale si fa troppo poco

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I dati della Corte dei Conti: il recupero è solo del 17%

Contro l’evasione fiscale le misure attuali sono insufficienti. Secondo la Corte dei Conti, il rapporto tra l’evasione accertata e quanto, poi, si recupera, arriva appena al 17%. Nel 2024, le entrate derivanti da accertamenti e controlli fiscali sono state di 72,3 miliardi di euro: una cifra in calo rispetto al 2023 (quell’anno erano il 36,6% in più) e rispetto al 2022 (erano più cospicue del 19,2%). I controlli contro l’evasione non bastano: la loro frequenza media è dell’1,4% rispetto al totale dei contribuenti. Corte dei Conti aggiunge, peraltro, che condoni e rottamazioni svolgono spesso un ruolo controproducente. Si è fatta strada, in alcuni evasori, l’idea che “presto o tardi arriverà un condono” e c’è chi aderisce alla rottamazione per pagare solo una prima tranche.

Osserva Luigi Maffezzoli, segretario generale Fnp Cisl Milano Metropoli:

I dati sull’evasione fiscale diffusi in questi giorni dalla Corte dei Conti ci confermano che in questo paese possono cambiare governi e progetti politici, ma non cambia mai una certa benevolenza verso chi non paga le tasse, fregando tutti i cittadini onesti. Una certa inversione di tendenza che era stata registrata negli ultimi anni è stata clamorosamente smentita dai dati del 2024. Da segretario della Fnp non posso che constatare che, in un paese dove i pensionati sono tra i più tassati al mondo, ci sono ancora tanti disonesti che non pagano il dovuto sapendo di poterla farla franca.

Maffezzoli ricorda che si sente spesso tuonare contro la microcriminalità, da parte quegli stessi politici che propongono condoni e “rottamazioni di cartelle” che vanno a premiare gli evasori, che, di fatto, rubano a tutti i cittadini e sono socialmente ben più pericolosi di un ladruncolo di strada. Aggiunge Maffezzoli:

Come sindacati dei pensionati non possiamo più limitarci a condannare l’evasione, ma impegnarci concretamente contro l’evasione che toglie risorse alla sanità e alla spesa sociale già a partire dalla prossima tornata di contrattazione sociale.

Foto di Kelly Sikkema via Unsplash

Per approfondire:

Repubblica_26agosto