La norma inserita nel decreto ex-Ilva è contestata da sindacati e opposizioni
I crediti da lavoro nelle aziende con più di 15 dipendenti potrebbero essere modificati a causa di un emendamento proposto da Salvo Pogliese, senatore di Fratelli d’Italia, e inserito nel decreto sull’ex-Ilva. La notizia è circolata alcuni giorni fa, il 20 luglio, e ha suscitato il dissenso delle opposizioni e della Cisl che, per voce del segretario confederale Mattia Pirulli, ha diffuso lunedì una nota in cui esprimeva la sua contrarietà. Un’Ansa del 22 luglio riferisce, in realtà, che l’emendamento è stato ritirato dal decreto Crisi Industriali: la motivazione sarebbe data dai tempi più urgenti richiesti per il decreto, che potrebbe essere convertito il 25 agosto, e lo stesso Salvo Pugliese ha detto ad Ansa che il tema richiede un “articolato dibattito in commissione”.
L’emendamento sui crediti lavoro riguarda i crediti su indennità, ferie non godute, straordinari e altri trattamenti retributivi dei lavoratori dipendenti. Se venisse approvata la nuova regola, la prescrizione per questi crediti resterebbe di 5 anni, ma quando il rapporto di lavoro sussiste ancora. Inoltre, i dipendenti avrebbero sei mesi di tempo per fare ricorso, nel caso l’azienda non abbia corrisposto i crediti.
Mattia Pirulli ha parlato di una norma “pericolosa” per i lavoratori:
L’introduzione di un termine di decadenza di 180 giorni per agire in giudizio limita gravemente il diritto alla piena retribuzione. Inoltre l’affidamento diretto del giudizio sull’adeguatezza ex art. 36 della Costituzione dei salari contrattuali può comportare un pericoloso spostamento delle relazioni industriali dai tavoli di contrattazione alle aule dei tribunali.
Abbiamo voluto richiamare su questo emendamento l’attenzione delle istituzioni presenti, ribadendo la nostra ferma opposizione a ogni arretramento dei diritti del lavoro.
Foto di Sam Moghadam via Unsplash
