La nota del segretario confederale Sauro Rossi
Il Ddl Sicurezza è stato criticato dalla Cisl perché colpisce le manifestazioni e le forme di protesta e contiene, dunque, un approccio “repressivo“, una “scelta sproporzionata e sbagliata”. La nota è di Sauro Rossi, segretario confederale ed è stata diffusa il 4 giugno. Per quello che è nato nel 2024 come un disegno di legge, che in aprile è stato mutato in decreto e che, dopo l’approvazione in Senato di mercoledì 4 giugno, è diventato legge, si sono moltiplicate nelle ultime ore le voci di dissenso.
La Cisl aveva espresso sin dall’inizio la sua contrarietà alle regole che vanno a incidere sul diritto a manifestare. Posizione che è stata ricordata anche ieri nelle parole di Sauro Rossi, per il quale il rischio è di criminalizzare l’espressione del dissenso sociale.
Un approccio così repressivo. ha dichiarato Rossi, mette in ombra anche gli altri elementi condivisibili del provvedimento, come il rafforzamento del contrasto alla criminalità organizzata, l’attenzione alle condizioni di lavoro del personale delle forze dell’ordine.
La Cisl aveva già segnalato questi aspetti nel confronto con i capigruppo di maggioranza. Per Rossi, alcune misure appaiono più rispondere a insicurezza percepite che a reali esigenze di tutela. Si può, invece, ed è
doveroso contemperare la salvaguardia dei beni pubblici e privati con il pieno riconoscimento delle libertà civili, senza ricorrere a sanzioni detentive. Un confronto più aperto e costruttivo con le parti sociali avrebbe consentito di migliorare il provvedimento, evitando forzature e rafforzando il suo impianto complessivo. Chiediamo a governo e maggioranza di aprire a miglioramenti che raddrizzino queste storture.
Per approfondire:
Il decreto sicurezza è legge, in Senato si sfiora la rissa – Notizie – Ansa.it
