Pensione gennaio 2026: il cedolino

gennaio 2026

Con l’inizio del nuovo anno si applica la perequazione

La pensione di gennaio 2026 prevede un indice di perequazione provvisorio dell’1,4%. Il rinnovo del calcolo della rivalutazione è una delle prime novità che, come ogni anno, figurano nel primo cedolino di pensione del 2026. Nelle mensilità – che sono andate in pagamento sabato 3 gennaio, per chi riscuote presso Poste italiane, e lunedì 5 gennaio per chi riscuote presso gli istituti bancari – Inps ha applicato la perequazione sulla base dei prezzi al consumo Istat.

Vale il meccanismo “progressivo” a scaglioni di reddito pensionistico: la rivalutazione corrisponde all’1,4% per lo scaglione di importo fino a 4 volte il trattamento minimo (da 0 fino a fino a € 2.413,60), mentre degrada per chi riceve mensilità più alte.
Per quanto riguarda il 2025, l’indice di perequazione definitivo è stato confermato dello stesso valore di quello provvisorio: nel cedolino, quindi, non sono presenti conguagli rispetto all’anno prima.

Cedolino di pensione gennaio 2026: le altre novità

Per il 2026 Inps ha previsto l’incremento straordinario del + 1,3% alle pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo, per un importo massimo riconosciuto di 619,80 euro.
Da quest’anno, inoltre, è corrisposto un aumento di 12 euro mensili dell’importo della maggiorazione sociale, che si va ad aggiungere agli 8 euro già riconosciuti nel 2025. In tutto, l’aumento arriva, per chi ne ha diritto, a 20 euro al mese. La misura riguarda i titolari di prestazioni previdenziali ed assistenziali (pensioni e assegni sociali) o i titolari di un’invalidità civile, che si trovano nelle condizioni reddituali per beneficiare delle maggiorazioni sociali.
Nel cedolino di gennaio si trovano poi, come di consueto, trattenute mensili Irpef, trattenute delle addizionali Irpef regionali e comunali, eventuali conguagli Irpef sul 2025.