Fabrizio Esposito, segretario generale Sicet: urgente trovare soluzioni
Per il diritto alla casa servono politiche abitative strutturate che aiutino le famiglie, su più fronti. Fabrizio Esposito, segretario generale Sicet, ha sollevato il problema in un’intervista a Conquiste del Lavoro alcuni giorni fa (19 settembre). L’emergenza abitativa è tale, osserva Esposito, che l’offerta di alloggi sociali risulta sempre troppo bassa rispetto al fabbisogno. Secondo l’esperienza del Sicet, gli affitti insostenibili di mercato e l’insufficiente edilizia pubblica sono una questione sociale: favoriscono la crescita della povertà, ostacolano l’integrazione degli stranieri, lasciano spazio al fenomeno degli occupanti abusivi, costretti a rivolgersi a “vari tipi di racket mentre lo Stato è assente”.
Secondo uno studio Istat sull’emergenza abitativa (Gruppo di lavoro sulle politiche per la casa e l’emergenza abitativa, 2022) , tre anni fa quasi 2 milioni e 500 mila famiglie (9,9% del totale) spendevano per la casa una quota superiore al 40% del reddito. In Italia c’è un’alta percentuale di cittadini proprietari di case, ma per le giovani coppie che vorrebbero acquistare un’abitazione o per chi cerca un appartamento in affitto, il carovita sta diventando un problema. I dati, questa volta relativi al secondo trimestre 2025, mostrano i prezzi delle abitazioni in crescita, del 3,9% rispetto al secondo trimestre del 2024. La crescita è diffusa a livello territoriale ed è marcata nel Nord Est (+5,4%) e nel Centro (+3,8%). Milano è la seconda città dove i prezzi crescono maggiormente, dopo Roma.
Pubblico e privato per il diritto alla casa
Le strade per risolvere il problema passano dall’edilizia sociale, ma potrebbero arrivare anche dal libero mercato, a patto di governarne le dinamiche dei prezzi.
Fra le risorse a disposizione ci sono, ha detto Esposito, i finanziamenti europei, che, con i programmi di rigenerazione urbana, possono aiutare ad ampliare il numero degli alloggi sociali. Sul mercato privato si dovrebbe, però, rivedere
la tassazione delle rendite immobiliari, eliminando la flat tax sugli affitti liberi ad uso abitativo e su quelli turistici. Questa premialità fiscale andrebbe, invece, mantenuta per i contratti a canone concordato previsti dagli accordi sindacali. In altre parole si tratta di sostenere l’applicazione di affitti moderati e clausole contrattuali più eque rispetto al libero mercato, mediante un uso più razionale e coerente della leva fiscale.
Foto di Kadir Celep via Unsplash
Per approfondire
Prezzi delle abitazioni (dati provvisori)- II Trimestre 2025
