Sulle Rsa i criteri nazionali non siano un passo indietro

anziana

La posizione di Cisl e Fnp sul confronto in corso sulla non autosufficienza

Sulle Rsa c’è un confronto aperto tra sindacati, ministero della Salute e conferenza delle Regioni ma, sulle prime ipotesi normative, avanzate per dare seguito alla legge sulla non autosufficienza, la posizione di Cisl e Fnp è critica. Sul tavolo c’è la definizione di criteri nazionali per le residenze socio-assistenziali e c’è uno schema di decreto, del quale si è parlato, a fine luglio, con la Componente tecnica della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Il primo agosto Sauro Rossi, segretario confederale della Cisl, ha diffuso una nota in cui esprime “forte preoccupazione” sui contenuti del decreto. È una valutazione che la Fnp condivide con la Cisl e che nasce, prima di tutto, dall’ipotesi che i criteri di autorizzazione di una Rsa, – cioè i requisiti essenziali che le strutture devono avere, siano pubbliche e private, per esercitare -, coincidano con i criteri di accreditamento, – i requisiti, cioè, che costituiscono il primo passo per la compartecipazione pubblica alla spesa – .
Cisl e Fnp chiedono invece che, per le Rsa accreditate, i criteri siano più stringenti.
Le osservazioni critiche di Cisl e Fnp sono poi estese ad altri aspetti del decreto, che comprendono, fra l’altro, l’organizzazione del personale e del servizio; il tempo previsto per l’assistenza infermieristica, che è stato stabilito a 12 ore al giorno, mentre dovrebbe essere di 24 ore; la presenza di deroghe per le strutture che già esercitano.

Ha detto Rossi:

C’è poi poca chiarezza sulle figure professionali impiegate nell’assistenza, sulle garanzie di applicazione dei contratti collettivi siglati delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative nonché sulla platea di strutture a cui applicare le nuove norme. Occorre inoltre prevedere un maggior coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nei percorsi di attuazione e di monitoraggio della norma a livello regionale e precisare meglio i distinguo tra le strutture già operanti e quelle di futura attivazione. Auspichiamo che dalla discussione in atto emerga una chiara volontà di modifica degli aspetti più controversi, al fine di garantire la miglior assistenza possibile alle persone non autosufficienti.

Foto di Jeremy Wong via Unsplash

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/in-evidenza/non-autosufficienza-rossi-forte-preoccupazione-su-criteri-di-autorizzazione-e-accreditamento-strutture-di-assistenza/