Nell’intervento del 22 agosto al Meeting di Rimini emergono i punti deboli dell’Ue
L’Europa comunitaria vive punti deboli che nel più recente contesto internazionale si manifestano, in modo sempre più rilevante. L’analisi è di Mario Draghi, l’ultimo intervento risale al 22 agosto al Meeting di Rimini. L’ex primo ministro italiano, economista, già governatore della Banca d’Italia e presidente della Banca centrale europea, ha esordito dicendo che l’Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con sé potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali. Quest’anno, ha aggiunto Draghi, questa “illusione” è svanita.
Se i valori che hanno portato alla costruzione dell’Unione Europea dopo la seconda guerra mondiale e al suo ampiamento al termine della guerra fredda sono ancora validi, la via da prendere, adesso, è quella di una maggiore integrazione e cooperazione tra i paesi europei, perché, ad esempio, restano “ostacoli significativi agli scambi interni all’Europa” e perché nessun paese europeo può, da solo, avere le risorse necessarie per costruire la capacità industriale richiesta per sviluppare le tecnologie oggi strategiche per lo sviluppo.
Il discorso di Draghi a Rimini non è il primo intervento sull’Europa e il quadro geopolitico. In molti ricordano il suo rapporto sulla competitività presentato alla Commissione europea nel settembre 2024; Draghi parlò della situazione economica e politica dell’Unione anche nel febbraio di quest’anno, al Parlamento europeo.
Per approfondire:
https://www.ilpost.it/2024/09/09/rapporto-draghi-competitivita-unione-europea/
https://www.linkiesta.it/2025/08/discorso-completo-mario-draghi-meeting-rimini-2025/
