Dal 17 settembre sono previsti gli accertamenti per chi vive in Europa, Africa e Oceania
Inps sta procedendo ai controlli sui pensionati di nazionalità italiana che vivono all’estero. Le verifiche servono all’istituto per accertarsi che i titolari di pensione siano ancora in vita. L’iter, che era già partito nei Paesi scandinavi e nell’Est Europa, coinvolgerà, a partire dal 17 settembre, i pensionati italiani che vivono in paesi europei, africani e dell’Oceania. I titolari di pensione si vedranno arrivare, da parte di Citibank N.A., le richieste di attestazione dell’esistenza in vita e dovranno restituirle alla banca entro il 15 gennaio 2026. L’attestazione è obbligatoria: dopo il 19 febbraio 2026, chi non ha mandato la comunicazione rischia la sospensione dei pagamenti della pensione.
La lettera inviata dall’Inps contiene le informazioni e il modulo per eseguire l’accertamento. Ci sono 3 modalità per adempiere al compito e tutte prevedono un’operazione che “dimostri” l’esistenza in vita del pensionato.
È possibile presentarsi a riscuotere di persona una rata della pensione presso gli sportelli Western Union. In alternativa, si deve inviare il modulo di attestazione dell’esistenza in vita alla casella postale PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, United Kingdom, che dovrà poi essere restituito a Citibank N.A. controfirmato da un «testimone accettabile».
Una terza opzione è un’attestazione on line, ma attraverso un patronato, nel nostro caso Inas Cisl, per il tramite di operatori che hanno la qualifica di «testimoni accettabili» e sono autorizzati ad accedere al portale predisposto da Citibank N.A..
