Nella tavola rotonda del 15 ottobre a Magenta, con Cergas Bocconi, i primi dati di uno studio realizzato in collaborazione con Fnp
Gli anziani ricevono i servizi di cui hanno davvero bisogno? Che cosa si può fare per prevenire i disagi degli over 65 fragili e qual è lo stato dell’arte delle strutture sociosanitarie per le persone non autosufficienti?
Se ne è parlato il 15 ottobre a Magenta, nella tavola rotonda organizzata nell’ambito del corso per coordinatori e coordinatrici e responsabili di sede della Federazione dei pensionati milanesi. Sul tema Elisabetta Notarnicola, Associate Professor of Practice Welfare and Social Innovation in Cergas, Sda Bocconi, ed Eugenia Miraglia, Knowledge Analyst in Sda Bocconi si sono confrontate con Emilio Didonè, già segretario Fnp Cisl nazionale e oggi portavoce di Plurale Ets.
Cergas Bocconi si occupa da tempo di long term care e anziani. Nel 2024, in particolare, ha avviato uno studio, a cui ha collaborato anche Fnp Cisl Milano, sulla popolazione anziana fragile e sulle diseguaglianze nell’accesso ai servizi socio-sanitari, in Lombardia e nella città di Milano. Gli analisti hanno condotto una serie di interviste a campioni selezionati, famiglie, cittadini, associazioni del terzo settore e hanno poi incrociato i dati dell’offerta sociosanitaria, pubblica e privata.
Dall’indagine è emerso che per caregiver e over 65 si potrebbe fare molto di più, anche con una revisione dei servizi oggi disponibili, dalle Rsa all’assistenza domiciliare.
Dagli studi del Cergas, così come dalle esperienze dirette dei pensionati e dalla voce di Emilio Didonè, lo scenario dell’offerta di servizi per gli anziani è apparso più differenziato rispetto al passato. A Rsa – sempre troppo costose per la media delle famiglie italiane – e badanti – un esercito di assistenti, la maggior parte non regolarizzate – si è aggiunta l’assistenza domiciliare, con numeri in aumento, ma con un monte ore che, di fatto, non riesce a coprire il fabbisogno reale delle famiglie. Se le Rsa sono diventate, nel tempo, un luogo dove gli ospiti sono sempre di più malati gravi e gravissimi, si fa poco o nulla per intercettare in anticipo i bisogni degli over 65. Il caso degli anziani fragili è un esempio: sono persone non censite, spesso invisibili ai servizi pubblici, che sono ancora autonome, ma che risultano a rischio e sulle quali pesano marginalità, incertezze economiche, solitudine.
Dalle interviste realizzate da Cergas ai caregiver, figura evidente il peso sostenuto dai familiari nell’accudire un anziano malato. L’assistenza domiciliare può essere d’aiuto, ma a patto che sia ripensata, secondo un modello più flessibile e personalizzato.
Emilio Didonè, inoltre, ha ricordato l’attività condotta dalla Fnp, in dialogo con il governo, sulla riforma della non autosufficienza e le sfide ancora da affrontare per la sua applicazione completa.
Per approfondire
https://www.unibocconi.it/it/news/assistenza-domiciliare-lombardia-cosa-vogliono-davvero-i-caregiver
