Erano il 6,3% nel 2019, nel 2024 sfiorano la soglia del 10%. I dati Istat
Aumentano gli italiani che rinunciano alle cure sanitarie. Nel 2024, secondo Istat, il 9,9% delle persone ha detto di aver desistito dalla prenotazione di visite ed esami; nel 2023 la percentuale era al 7,6%, nel 2019 al 6,3. Un numero sempre più alto di cittadini, di fronte alle difficoltà di accesso al sistema sanitario, semplicemente lascia perdere. I numeri sono stati ricordati da Istat il 6 novembre, nel documento che prendeva in esame la legge di bilancio.
Per quanto riguarda il 2024, nel 6,8% dei casi, la scelta è stata motivata dalle liste di attesa troppo lunghe. La rinuncia, in altri casi, è avvenuta per difficoltà economiche o per la “scomodità” delle strutture sanitarie. Il problema delle liste d’attesa è la componente che ha fatto registrare l’aumento maggiore negli ultimi anni: era il 4,5% nel 2023 e il 2,8% nel 2019.
La rinuncia in conseguenza delle lunghe liste di attesa è più elevata per le persone adulte di 45-64 anni (8,3%) e tra gli anziani di 65 anni e più (9,1%). Il fenomeno è più diffuso tra le donne (7,7%), sia nelle età centrali (9,4% a 45-64 anni) sia in quelle avanzate (9,2% a 65 anni e più).
Per dare un quadro dell’offerta del sistema sanitario, Istat ha messo in evidenza più aspetti, uno dei quali è il tema del personale. A fronte di un aumento della domanda di cure dovuto all’invecchiamento della popolazione, si legge nel documento Istat, due tendenze sono da segnalare: la dotazione insufficiente di infermieri e uno scarso ricambio generazionale del personale medico. Nel 2023, in Italia i medici anziani in servizio rappresentavano la quota più alta, rispetto ai 27 Paesi europei, con il 44,2% di medici sopra i 55 anni e il 20,6% over 65 anni.
Per approfondire:
https://www.conquistedellavoro.it/economia/istat-il-10-di-italiani-non-si-cura-1.3352200
