I dati Fiba First Cisl: cresce la forbice tra le fasce più ricche e quelle più povere
La propensione al risparmio degli Italiani sta cedendo il passo. L’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl, diffusa a inizio 2026, restituisce un quadro diverso dall’immagine del “popolo risparmiatore”: oggi molte famiglie, più che a mettere da parte i soldi, pensano a come fronteggiare le spese quotidiane. La forbice tra chi può e chi arranca si allarga: il 50% meno abbiente della popolazione possiede appena il 7,4% della ricchezza, mentre il 5% detiene il 49,4%.
Fiba di First Cisl ha elaborato i dati della Bce sulla ricchezza distribuita (Distributional wealth accounts – Dwa), confrontando Italia e paesi Ue, oggi e rispetto agli anni passati.
Dal dicembre 2012 al giugno 2025, la ricchezza complessiva delle famiglie italiane è cresciuta di circa il 20,6%; ma in Francia l’aumento è stato del 45,1%, in Germania del 108,2%. La media dell’area euro si è attestata al 66,2%. Contando l’effetto dell’inflazione, per Fiba le famiglie italiane hanno perso circa il 2% di ricchezza in termini reali.
Risparmio degli italiani e ricchezza
Nel complesso, la ricchezza netta delle famiglie italiane, 10.991,5 miliardi di euro nel 2025, rappresenta il 16,6% di quella dell’area euro; nel 2012 era il 22,9%. L’indebitamento delle famiglie italiane è pari invece a circa il 10,1% dell’area euro (792,3 miliardi su 7.825,5), ed è cresciuto del 13,3%, contro il 27,9% dell’area euro, il 39,5% della Germania e il 52,6% della Francia.
I numeri sul risparmio degli italiani vengono da Eurostat: a giugno del 2025 il dato nazionale (12,3%) è nettamente al di sotto sia di quello medio dell’area euro (15,4%) che di Germania (19,2%) e Francia (18,7%).
Ha detto Riccardo Colombani, segretario generale nazionale First:
I dati sulla ricchezza delle famiglie mostrano con chiarezza che l’Italia è un Paese in cui le disuguaglianze diventano sempre più ampie. Si fa sempre più preoccupante, inoltre, il divario con le altre grandi economie continentali. Servono politiche innovative per coniugare l’aumento della competitività del Paese con la crescita significativa della ricchezza delle famiglie, ponendo al centro il cruciale obiettivo della riduzione delle diseguaglianze.
Per Colombani, strade possibili sono la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla gestione delle imprese, oltre a politiche mirate a livello nazionale ed europeo.
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