Il numero di gennaio: la perequazione, gli scaglioni Irpef, i requisiti in base all’aspettativa di vita
Un’utile guida alle pensioni per il 2026 si trova nelle dodici pagine del primo numero dell’anno del Corriere della previdenza. Il periodico mette in fila le principali novità previdenziali a cominciare dagli importi della rivalutazione. Sulla base dell’aumento di pensioni e prestazioni assistenziali, dell’1,4% rispetto al 2025, l’importo mensile della pensione integrata al minimo arriva a 611,85 euro, contro i 603.4 dell’anno scorso.
Dopo la tabella di sintesi sulla perequazione, la guida passa in rassegna le riduzioni Irpef. La nuova norma porta dal 35 % al 33 % l’aliquota intermedia, per la fascia di reddito compresa tra i 28.000 e i 50.000 euro l’anno. C’è da dire che per chi ha un reddito o una pensione sotto i 28 mila euro non cambia nulla e che sussiste un meccanismo di compensazione che riduce il beneficio per coloro che percepiscono più di 200.000 euro.
Il terzo argomento del Corriere della previdenza riguarda l’aspettativa di vita e i conseguenti requisiti per andare in pensione. Gli aumenti dei requisiti anagrafici non sono uguali per tutti: sono più favorevoli, infatti per chi svolge lavori usuranti e cambiano leggermente per alcune categorie professionali quali Forze Armate, delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare e dei Vigili del Fuoco. Per le altre fasce di lavoratori sono previsti meccanismi che rinviano al 2027 e 2028 le nuove misure sull’età pensionabile.
