Aumentano i prezzi di alimentari e beni ad alta frequenza di acquisto
Il carrello della spesa ha un tasso di crescita su base annua del +2,1%. L’inflazione di fondo si attesta al +1,8%. Sono alcuni dei numeri annunciati ieri, 4 febbraio, da Istat, nel comunicato sui prezzi al consumo relativi a gennaio 2026 (dati provvisori) e dopo aver aggiornato il paniere, anche sulla base di una classificazione europea. Nelle note di commento, Istat osserva che i prezzi al consumo sono tornati a un livello appena superiore a quello dell’ottobre 2024. La curva del grafico mostra l’inflazione a partire dal 2021: lontani dai picchi registrati nel 2022, non siamo tornati ai prezzi precedenti al periodo pre-pandemico.
Sulla crescita dei prezzi al consumo pesa principalmente l’andamento dei prezzi degli alimentari non lavorati (+2,5%) e lavorati (+2,2%), dei servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei tabacchi (+3,3%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). In questo modo aumentano i prezzi del carrello della spesa, che è composto, infatti, da alimentari, prodotti per l’igiene personale e per la casa.
Se si confrontano i prezzi in relazione ad altri criteri, distinguendo i prodotti che si comprano spesso, – come il pane o il latte, i biglietti del treno – e quelli a bassa frequenza di acquisto – come gli elettrodomestici – emerge che ad aumentare sono i prezzi dei beni ad alta frequenza di acquisto.
Sempre il 4 febbraio sono stati divulgati i dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio. C’è una nota positiva: Upb stima allo 0,7% la crescita del Pil, contro un’iniziale stima dello 0,5%. Upb sottolinea:
Il quadro macroeconomico italiano resta esposto a rischi orientati al ribasso, in larga misura ascrivibili al contesto globale, oltre che all’orientamento dei mercati finanziari e al cambiamento climatico.
Fumarola: incrementare salari e pensioni
A fronte di questi dati, la segretaria generale Cisl Daniela Fumarola è tornata a parlare della necessità di un patto sociale, che incida su salari e pensioni e vada a intervenire in uno scenario definito in “bilico”:
I dati pubblicati oggi da Istat e Upb restituiscono la fotografia di un Paese ancora in bilico tra questione retributiva, crescita zavorrata, aumento del costo della vita. Sono temi da affrontare insieme, nell’ambito di una politica di sviluppo incentrata su qualificazione e protagonismo del lavoro, ma anche da una rinnovata e concertata strategia espansiva dei salari e delle pensioni.
Fumarola ha detto che bisogna, nell’immediato, puntare al rinnovo dei contratti scaduti, ma il nodo sta nell’incrementare i fattori di produttività, puntare sulla crescita sostenuta e ben distribuita, rilanciare formazione e innovazione.
