La guida sul terzo numero del Corriere della previdenza
È possibile ricevere la pensione, dopo aver lavorato all’estero per un certo periodo di tempo, in modo che siano calcolati tutti i contributi? Alla domanda risponde il terzo numero dell’anno del periodico Corriere della previdenza, dal titolo “Le convenzioni pensionistiche tra l’Italia e i paesi esteri”. La possibilità di considerare, ai fini previdenziali, gli anni lavorati all’estero è prevista, ma dipende da alcune variabili. In genere, è più facile che chi ha una fase del proprio curriculum professionale in un paese che applica il regolamento dell’Unione europea, comprese, in questo caso, anche Regno Unito e Svizzera. Il calcolo dei contributi è valido per pensioni anticipate, di vecchiaia, di invalidità, ai superstiti, se previste anche dalla normativa dei singoli stati.
Per quanto riguarda, invece, i paesi fuori dal raggio comunitario, è necessario verificare se è in vigore una convenzione specifica con l’Italia sul tema previdenziale. Ad oggi, tra le convezioni firmate ci sono quelle con Stati Uniti, Albania, Venezuela, Brasile, Uruguay, Tunisia, Canada.
