Censis: si avvicina la società post-welfare?

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Dal rapporto presentato il 5 dicembre, l’aumento del debito pubblico, i timori degli italiani, il peso del lavoro di cura

L’ultimo rapporto Censis ha parlato di “grande debito” e di “società post-welfare” per richiamare l’attenzione sulle prospettive del sistema economico e sociale italiano. Lo studio che, ogni anno, dà una sintesi dello stato del Paese è stato presentato il 5 dicembre. È un documento composito, che prende in esame andamento industriale, occupazione, ma anche le condizioni socio-culturali e stili di vita.
Spicca, tra i numeri, l’aumento del debito pubblico, che in Italia è arrivato al 134,9 %, del Pil nel 2024. A fronte di una “stentata crescita dell’economia”, la crescita del deficit, con percentuali diverse, avviene anche in altri paesi europei e del G7. Secondo Censis, in condizioni finanziarie più delicate, il sistema di welfare è a rischio:

Il Grande Debito inaugura il secolo delle società post-welfare. Ma senza welfare le società diventano incubatori di aggressività e senza pace sociale le democrazie vacillano.

Censis: i numeri

Fra i fenomeni messi in luce, c’è la “senilizzazione del lavoro”, dove i 833.000 occupati in più, nel biennio 2023-2024, coinvolgono in gran parte lavoratori over 50, l’84,5% di tutta la nuova occupazione. Tra i giovani, ha ricordato anche Conquiste del Lavoro, sono in aumento gli inattivi: +176.000 nei primi dieci mesi dell’anno (+3,0%). La regressione demografica ha un altro effetto: in vent’anni (2004-2024) il numero dei titolari d’impresa è calato da oltre 3,4 milioni a poco più di 2,8 milioni: -17,0% (quasi 585.000 in meno).

Se la popolazione italiana invecchia, crescono le paure: il 78,5% degli italiani teme che, se si trovasse in condizione di non autosufficienza, non potrebbe contare su servizi sanitari e assistenziali adeguati.
Chi si trova già nella condizione di dover accudire un anziano malato grave, paga un prezzo alto: il 23,8% dei caregiver riferisce sintomi depressivi moderati, il 13,6% sintomi moderatamente severi (il 15,8% tra le donne, il 6,5% tra gli uomini) e il 7,3% sintomi gravi. Il 30,4% afferma di godere di una buona salute e solo il 6,1% di una salute molto buona.

Intanto, i pensionati confermano il loro contributo nel welfare informale: Il 43,2% di loro dà regolarmente aiuti economici a figli, nipoti o parenti. Il 61,8% ha versato (o ha intenzione di farlo in futuro) un contributo economico a figli o nipoti per sostenere spese importanti, come l’anticipo per l’acquisto della casa.

Per approfondire:

https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/la-demografia-cambia-il-volto-dell-occupazione-1.3352553

Il capitolo «Il sistema di welfare» del 59° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2025