Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

6 febbraio 2025

La Cisl, insieme ad Anolf, aderisce alla battaglia contro una pratica tuttora diffusa, non solo nei paesi africani

La Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, il 6 febbraio, è occasione per Cisl e Fnp per ribadire la contrarietà a una pratica, purtroppo, ancora diffusa. In collaborazione con Anolf, Associazione nazionale oltre le frontiere, la Cisl ha lanciato, sull’argomento, una campagna di comunicazione sui canali social, già on line da alcuni giorni.

La tradizione di praticare forme di tagli e incisioni a livello genitale nelle bambine, nelle adolescenti o nelle giovani donne prima del matrimonio coinvolgerebbe, secondo stime approssimative, almeno 200 milioni di vittime in tutto il mondo, 44 milioni delle quali sotto i 15 anni.
Stime non recenti, del 2019, ipotizzavano che in Italia vivessero circa 87.600 donne portatrici di mutilazione, di cui 7.600 minorenni. Oltre a essere una forma di violenza sul corpo femminile, la mutilazione genitale è molto rischiosa per la salute di chi la subisce. Nondimeno, si tratta di una pratica legata a retaggi culturali antichi e difficile da sradicare.

La Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili è stata istituita nel 2012, con la risoluzione 67/146 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Campagne internazionali, programmi educativi, divieti di singoli stati – in Sudan la legge che la proibisce è del 2020 – avrebbero ridotto di circa un terzo il rischio, per le bambine, di essere sottoposte alla mutilazione.

In Italia, Cisl e Anolf propongono che le mutilazioni genitali femminili vengano formalmente riconosciute nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) come patologie croniche, consentendo alle vittime di accedere più facilmente a cure mediche e psicologiche.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/attualita-3/giornata-internazionale-contro-le-mutilazioni-genitali-femminili-mgf/